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La globalizzazione dell’ignoranza

6 aprile 2009

E’ vero, ormai la globalizzazione avanza. In alcuni casi puo’ portare notevoli benefici. Immaginate globalizzare i trattamenti medici e fornire a tutto il mondo gli stessi standard sanitari (ovviamente alzandoli tutti ad un buon livello, non portandoli tutti ad un livello da medioevo!!).

Quando, invece, ad essere globalizzate sono idee prive di fondamento scientifico, e anzi apertamente antiscientifiche, e, per di piu’, potenzialmente dannose, le cose cambiano. Se poi chi propone queste idee riveste un ruolo pubblico, politico ed istituzionale, ecco che abbiamo gli estremi per la globalizzazione di un disastro.

Mi spiego, ci sono diverse persone, e soprattutto diversi personaggi pubblici, che negano effetti antropogenici (ovvero, causati dall’uomo) su ambiente e clima. Lo so, non e’ certo una gran notizia, dopotutto e’ appena terminato un periodo di otto anni durante il quale il governo della prima superpotenza mondiale non faceva altro che portare avanti proprio queste idee. Ancora oggi, dopo aver perso le elezioni, questi personaggi continuano a propinare le loro idee.

E allora? Allora, purtroppo, pare che queste idee stiano cominciando a prendere piede anche in Italia. Non fraintendetemi, sicuramente c’erano gia’, solo che ora stanno uscendo allo scoperto. Di recente, alcuni parlamentari hanno presentato un atto in Senato in cui prendono di mira le varie risoluzioni miranti alla riduzione degli inquinanti, in particolare quelli ritenuti responsabili dell’effetto serra. Questi signori, cominciano con il contestare l’Unione Europea e il fatto che attribuisca il riscaldamento globale alle attivita’ umane e all’immissione nell’atmosfera di gas serra (prima fra tutti l’anidride carbonica) e proseguono, poi, con lo stilare un elenco di proposte di intervento per il governo da portare alla Commissione Europea. Tra queste proposte d’intervento risaltano quelle atte a screditare le ricerche che collegano le attivita’ umane al riscaldamento globale, riportando come alcuni scienziati non siano convinti del legame stretto tra questi eventi. Continuano proponendo che l’aumento dell’anidride carbonica sia un effetto e non la causa dell’aumento della temperatura (???).

A questo punto, pero’ cominciano le vere proposte pragmatiche. Allacciatevi le cinture, indossate il casco e godetevi il viaggio perche’ le cose si fanno divertenti. Dunque nel punto d affermano che, se anche ci fosse questo legame (ma non avevano appena giurato e spergiurato come questo legame non esista questo legame, citando la creme de la creme di scienziati?), i suoi effetti sono trascurabili sulla temperatura (solo 0.7-0.8 °C) e che gli effetti di questo aumento di temperatura non avrebbero conseguenze dannose, ma che, anzi, potrebbero essere benefici!

Punto e: invece di spendere denaro per prevenire le cause del riscaldamento globale (un, cito, “costosissimo e probabilmente velleitario sforzo di mitigazione del riscaldamento globale”), bisognerebbe spenderli per attenuare i danni provocati dallo stesso (ma questo riscaldamento non provocava solo benefici?) e per l'”adattamento a tale riscaldamento”. Interessante. Ma il motto non diceva: “prevenire e’ meglio che curare”? Sono confuso!

Punto f: questi signori dichiarano che la risoluzione del protocollo di Kyoto vanno contro gli interessi di chi cerca di fermare il riscaldamento globale, perche’ sono “in antitesi alla dinamica degli investimenti in ricerca”. Ma insomma, questo riscaldamento e’ positivo o negativo?? Decidetevi!

Segue poi un punto in cui viene mostrata una totale ignoranza delle misure e dei fatti. Si lanciano in una filippica su come il livello del mare non stia aumentando in modo preoccupante (cosa vuol dire “preoccupante”? Si rendono conto che un innalzamento di un metro, non corrisponde al fatto che una spiaggia arretrera’ solo di un metro??)  o che i ghiacciai non si stiano sciogliendo (questo dato da dove gli e’ arrivato? Qualunque rivista anche solo lontanamente scientifica, incluso topolino, riporta questo genere di immagini: qui, qui e qui) o che la temperatura non stia aumentando!! E se anche aumentasse un po’, che problema ci sarebbe? Godremmo di un clima piu’ temperato tutto l’anno, no? SBAGLIATO!! La vita sul pianeta terra si e’ adattata a proliferare solo in determinate situazioni climatiche ben precise e piccole variazioni di questo delicato equilibrio sono in grado di provocare la scomparsa di intere specie. L’uomo potrebbe forse sopravvivere ad un incremento della temperatura di un paio di gradi a livello globale, ma questo solo a patto di spostare l’intera specie molto a nord o molto a sud, in quelle che (almeno per il momento) sono le zone piu’ fredde del pianeta. Com’e’ ovvio, gestire questa situazione richiederebbe uno sforzo logistico, economico e politico non indifferente (ben maggiore di quello che i suddetti signori vorrebbero evitare con la negazione del problema). Il problema della sovrappopolazione pero’ non sarebbe presente, visto che una larghissima fetta di umanita’ sarebbe decimata da mancanza di cibo (tra le molte altre cose, un aumento della CO2 nell’atmosfera, corrisponderebbe, per la legge di Henry, ad un aumento della sua concentrazione nell’acqua, cosa che aumenterebba l’acidita’ di quest’ultima fino a livelli intollerabili per molte forme di vita marina di cui noi ci cibiamo) ed acqua e dal proliferare di malattie. Ho scritto che la razza umana poteva forse salvarsi, non che tutti si sarebbero salvati… forse solo quelli con fondi propri sufficienti o che sono nati dalla parte giusta del mondo… al solito.

A parte l’intera mole di pericolose baggianate riportate, bisogna dar loro credito di aver fatto delle ricerche per mettere insieme questo documento. Dopotutto l’idea che l’aumento di temperatura possa essere benefico dev’essere un’idea innovativa… o no? In effetti, giusto quache giorno fa (guarda a volte il caso, eh?) un membro del congresso americano, di parte (fede?) repubblicana riportava idee molto simili, con l’aggiunta dell’idea che in effetti la terra potrebbe aver bisogno di piu’ anidride carbonica perche’ la vita possa proliferare davvero.

A questo punto non ci resta che sperare vivamente che l’Unione europea e la nuova amministrazione americana abbiano le idee piu’ chiare!! Salvateci voi!!

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