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Recensione: Bad Astronomy, di Phil Plait

19 maggio 2009

Ci sono diversi luoghi comuni che sono duri a morire. A volte questo e’ anche dovuto al fondo di verita’ che contengono. Uno di essi e’ l’idea che i libri che trattano di argomenti scientifici debbano essere aridi, noiosi e comprensibili solo a chi ha gia’ una conoscenza approfondita del soggetto.

Se e’ vero che non tutti gli scienziati sono buoni oratori o scrittori, fortunatamente esistono eclatanti eccezioni, come ad esempio il compianto professore, nonche’ premio Nobel per la fisica, Richard Feynman, il piu’ famoso fisico vivente, Stephen Hawking e, non ultimo, il mio Bad Astronomer preferito: Phil Plait. Magari quest’ultimo non ha un pedigree raffinato come gli altri due personaggi riportati come esempio, ma indubbiamente sa scrivere e sa coinvolgere i lettori.

Il suo primo libro, Bad Astronomy (avevate dubbi?) e’ un concentrato di buona scienza (non solo astronomia), di senso critico e di senso dell’umorismo. Vi siete mai trovati a dover spiegare per quale motivo il cielo sia azzurro? Vi siete mai trovati a doverlo spiegare ad un bambino di 3 o 4 anni? Avete dubbi sul fatto che l’uomo sia andato sulla Luna e credete che le foto siano taroccate? Vi sorgono dubbi sulla veridicita’ della fisica nei film di fantascienza? Volete sapere perche’ ci siano DUE alte maree al giorno, mentre la luna passa sopra la nostra testa UNA sola volta al giorno? Bene, di questi e molti altri argomenti parla diffusamente il libro in questione (non crederete che vi dia le risposte cosi’ facilmente, vero? ;-)).

Insomma, una lettura avvincente, priva di equazioni (come scrisse Hawking nel suo “Dal big bang ai buchi neri”, per ogni equazione inserita nel libro, si sarebbe dimezzato il numero dei suoi lettori) e davvero scorrevole e divertente. Purtroppo solo in inglese. Se potete leggerlo in lingua originale: andate a comprarvelo e leggetelo! In caso contrario, formate un gruppo e richiedete ad un editore di pubblicarlo in italiano!!!!

Prossimamente, su questi schermi, la recensione del SECONDO libro di Plait (*rullo di tamburi e voce tonante*): DEATH FROM THE SKIES.

Buona lettura

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