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Recensione di “Death from the skies” di Phil Plait

3 settembre 2009

L’universo e’ grande ed affascinante, questo si sa. L’universo e’ un posto pericoloso, non ci vuole molto a capirlo, basti pensare a quanta tecnologia sia necessaria per tenere in vita i nostri astronauti nello spazio. L’universo cerca di ucciderci… un momento… cosa??

Questa e’ la premessa da cui parte Phil Plait, il noto Bad Astronomer, nel suo nuovo libro, “Death from the skies”, ovvero “La morte dai cieli”.

Gli astronauti dallo spazio hanno avuto modo di percepire in prima persona quanto il nostro pianeta sia fragile, una piccola sfera (mi si perdoni la licenza poetica) immersa in un ambiente ostile, protetta solo da una tenue e sottile atmosfera.

Ma in che modo l’universo minaccia la vita sulla Terra (e su ogni altro pianeta in cui ci possa essere vita)? Phil Plait si lancia in una dettagliata e scientificamente accurata analisi dei pericoli per la vita ad opera dell’universo, stilando persino una classifica di questi rischi in base alla loro probabilita’. I piu’ probabili? La fine della vita del Sole, con conseguente “cottura” della Terra, e la morte dell’universo. Entrambi questi eventi hanno una probabilita’ del 100%, ma, fortunatamente dovranno passare circa 6 miliardi di anni per il primo e un numero di anni quasi inimmaginabile per il secondo. Le possibilita’ che si verifichino primadi allora si azzerano… fiuhhh.

Phil tratta molti altri eventi, dagli asteroidi alle esplosioni di raggi gamma, passando per alieni e buchi neri.

Il libro e’ un trattato molto godibile, adatto a tutti senza necessita’ di avere conoscenze di fisica o astronomia (l’inglese e’, per ora almeno, necessario) e condito con una buona dose di umorismo e leggerezza. Usando come spunto le possibili catastrofi cui la Terra va incontro, Phil ci parla di astronomia e dell’universo e alla fine ci fa capire che il panico e’ ingiustificato, ma che forse i governi dovrebbero cominciare a tenere d’occhio anche lo spazio.

Buona lettura.

One Comment leave one →
  1. juhan permalink
    3 settembre 2009 15:09

    “L’universo e’ un posto pericoloso” e noi ci siamo dentro! e non possiamo uscirne fuori!
    Disperazione? No Phil (anzi Philip Plait, Ph.D. come dice la copertina meravigliosa e quella morbida è ancora meglio) è rassicurante.
    Ma trascura una serie di ipotesi:
    1) i Wogon, confrontare la Guida Galattica;
    2) il 2012, confrontare il calendario Maya;
    3) gli asteroidi dei vari film catastrofici, confrontare imdb.
    Scherzi a parte Phil è bravissimo, impegnato contro le pseudoscienze e credenze new-age e farlocche. E riesce a essere chiaro anche su argomenti considerati difficili. Io lo seguo da tempo sul suo blog http://blogs.discovermagazine.com/badastronomy che, vedo solo adesso, hai anche nel blogroll, ben 3 volte!

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