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Le vaccinazioni, verita’ e miti

11 settembre 2009

A quanto pare ci siamo… per una volta che l’Italia e’ tra i migliori al mondo qualcosa va storto. In questo caso e’ l’Europa (e vorrei far presente che sono un “eurosostenitore”) che vuole abbassare gli standard italiani. Mi riferisco al fatto che l’Italia sia uno degli ultimi paesi in Europa (insieme a Grecia e Portogallo) ad imporre vaccinazioni (15) a tutti i bambini in eta’ scolare e che l’Europa stia facendo pressioni affinche’ si rendano volontarie. Il Veneto le ha gia’ rese volontarie!

Se questa diventasse la scelta di fatto anche in Italia, i genitori sarebbero liberi di decidere se immunizzare i propri figli oppure no. Il fatto e’ che la stragrande maggioranza delle persone (sottoscritto compreso) non sono medici, e molti si informano poco o per nulla (e in questo caso mi escludo dalla maggioranza) sugli effetti reali che il non vaccinare i bambini potrebbero avere.

Posso immaginare che mi si contesti che se un genitore decide di esporre i propri figli a malattie potenzialmente molto pericolose (le complicazioni della pertosse potrebbero essere encefalopatie e polmoniti e la poliomielite non necessita nemmeno che io descriva i pericoli ad essa associati) e’ una sua decisione. Innanzitutto non sono d’accordo con questa affermazione in quanto ritengo che i genitori abbiano l’obbligo etico e morale di fornire ai loro figli le cure migliori che la moderna scienza possa fornire e che disinformazione e pregiudizi non possano essere giustificazioni per non far loro seguire terapie e prevenzioni dall’efficacia accertata. Detto questo, vi e’ anche un secondo motivo per cui l’affermazione precedente non possa essere accettata: non vaccinando un bambino, si espongono tutti gli altri bambini della sua comunita’, anche quelli vaccinati, ad un rischio maggiore di contrarre una malattia. I vaccini, infatti, non sono efficaci al 100% contro la malattia, ma vaccinando tutti gli individui di una certa comunita’ si abbassa il rischio di contagio. Facciamo un esempio: se un vaccino e’ efficace al 95% e un individuo vaccinato si trova in un gruppo di 100 persone contagiate, ogni volta che interagira’ con una di queste persone avra’ il 5% di probabilita’ di contrarre la malattia. Se il numero di persone contagiate diminuisce, ovviamente anche la percentuale di contrarre la malattia diminuisce. Se in una comunita’ il numero di persone vaccinate e’ uguale o superiore ad un certo valore, la malattia per cui sono vaccinate non ha possibilita’ di diffusione. Questo effetto e’ definito immunita’ di branco (herd immunity). Se riduciamo il numero di bambini vaccinati ad un certo punto l’immunita’ di branco verra’ a mancare e TUTTI i bambini di quella comunita’ rischiano il contagio, anche quelli immunizzati!! L’OMS definisce la soglia per avere immunita’ di branco nel 95% degli individui immunizzati.

Perche’ i genitori hanno paura a vaccinare i propri figli.

Dopo questa premessa verrebbe da chiedersi come mai un genitore coscienzioso dovrebbe decidere di non vaccinare i propri figli. Sia ben chiaro, non mi sto scagliando contro i genitori che decidono di non immunizzare i loro figli, loro lo fanno sicuramente in buona fede. L’obiettivo di questo articolo e’ quella comunita’, purtroppo molto diffusa nei media di massa, che sta attivamente attaccando i vaccini, rischiando cosi’, potenzialmente, di scatenare una o piu’ pandemie di malattie ritenute ormai debellate e perfettamente prevenibili.

I vaccini, di recente, hanno cominciato a non godere di buona fama in modo quasi del tutto ingiustificato. Il quasi e’ dovuto al fatto che per funzionare un vaccino deve provocare una risposta immunitaria nel paziente che viene immunizzato e a volte questo puo’ portare ad effetti indesiderati. Detto questo, pero’, i rischi che si corrono NON vaccinandosi sono molto piu’ alti (in termini di percentuali di rischio di contrarre la malattia contro il rischio di incorrere in effetti indesiderati) e la gravita’ degli effetti e’ maggiore.

La cattiva fama in realta’ nasce da voci di corridoio e disinformazione. La campagna antivaccinale (che di recente ha visto in prima linea esperti di medicina quali l’ex coniglietta Jenny McCarthy e il suo compagno, l’attore Jim Carrey) prende spunto da una presunta correlazione tra i vaccini e l’autismo. Questa correlazione e’ del tutto inesistente ed e’ stato provato essere inesistente. L’intera storia nasce con uno studio proprio su questo legame ad opera di un medico gastroenterologo (!) britannico, tale Andrew Wakefield, e di suoi colleghi, conclusosi con un articolo su The Lancet nel 1998. In questo articolo si ipotizzava un legame tra il vaccino MMR (measles, mumps and rubella: morbillo, orecchioni e rosolia), un tipo di disordine gastrointestinale e l’autismo (una sindrome che Wakefield definira’ enterocolite autistica). Lo studio fu condotto su 12 bambini, 8 dei quali mostrarono qualche segno di disturbi del comportamento apparentemente in corrispondenza della somministrazione del vaccino. Nonostante l’articolo non proponesse un effetto causale, e lo studio stesso fosse controverso e basato su di un campione molto ristretto (cosa sempre sospetta in studi medici), Wakefield non esito’ a chiedere che il vaccino fosse bloccato e venisse sostituito dai tre singoli vaccini invece di uno trivalente. Successivamente altri studi dimostrarono l’inesistenza di un qualunque legame tra vaccini e autismo e gli stessi coautori si dissociarono dai risultati dello studio, mentre Wakefield continuo’ a sostenere la sua tesi. Nonostante questo e nonostante la scoperta di un conflitto di interessi per Wakefield, nella forma di 55000 sterline pagategli da avvocati alla ricerca di un legame tra vaccini e autismo, il danno era fatto e il movimento antivaccinale era partito.

Da allora, purtroppo, questo movimento e’ diventato sempre piu’ aggressivo e rumoroso nella sua propaganda e, come una moderna idra, ogni volta che il mondo medico-scientifico (quella medicina che si appoggia alla scienza e alla realta’ dei fatti, per intenderci) taglia una delle teste del mostro, dichiarazioni infondate sulla pericolosita’ dei vaccini, una nuova, meno fondata e piu’ delirante testa spunta al suo posto.

Per molto tempo il bersaglio preferito e’ stato il “thimerosal”, un prodotto che veniva (notare l’imperfetto) utilizzato nei vaccini come conservante. Questo composto dal nome scientifico praticamente impronunciabile (formula chimica: C9H9HgNaO2S) e’ effettivamente una sostanza tossica, ma ovviamente la sua tossicita’ dipende dalle quantita’ somministrate. Il centro della discussione per gli antivax (come vengono definiti nel mondo scettico di lingua anglosassone) era il contenuto di mercurio che, secondo loro, avrebbe provocato l’autismo. Ovviamente sono stati condotti svariati studi in merito e il risultato e’ stato negativo: il thimerosal non puo’ essere correlato all’autismo (incidentalmente, l’evidenza sperimentale spinge sempre di piu’ verso una causa genetica dell’autismo, quindi non ad un prodotto con cui si viene a contatto). E’ vero che contiene mercurio, ma questo viene metabolizzato in etilmercurio, che viene rapidamente espulso dal corpo e non si accumula. La declamata correlazione tra tossicita’ del mercurio e quella dell’etilmercurio non regge l’evidenza sperimentale. Il collegamento logico, senza l’evidenza sperimentale, non puo’ stare in piedi visto che, per esempio, il sodio metallico e’ esplosivo a contatto con l’acqua e anche corrosivo, il cloro e’ tossico, ma il loro composto, cloruro di sodio, NaCl, e’ sale da cucina ed e’ piuttosto importante per la vita e il benessere dell’essere umano (no, non voglio dire che dovremmo aggiungere etilmercurio alla nostra dieta!). Nonostante questo, negli Stati Uniti il thimerosal e’ stato bandito e non si trova piu’ in nessun vaccino. Questo non ha fermato gli antivaxer che hanno continuato a sostenere che i casi di autismo erano dovuti alla presenza di mercurio anche dopo che questo era stato eliminato… no comment!

Un altra argomentazione che piace molto a chi porta avanti la battaglia contro l’immunizzazione e’ l’accusa che siano obbligatori solo per far arricchire le grosse case farmaceutiche che producono i vaccini. Questa e’, ovviamente, un’argomentazione di comodo, in quanto molto semplice da fare e richiede pochissima ricerca, in quanto nessuno si sognera’ di chiedere mai i numeri… OK, non proprio nessuno, ma quasi. In realta’, e’ anche molto semplice da smontare se consideriamo che le grosse aziende farmaceutiche, oltre a produrre i vaccini, producono anche medicinali atti a contrastare le malattie contro cui questi ci immunizzano. Basta un breve ragionamento per vedere che queste grosse ditte potrebbero guadagnare molto di piu’ se ci fosse un’epidemia di una qualunque malattia infettiva, piuttosto che vendendo poche dosi di vaccino per persona. Per chiarezza: non voglio difendere le grosse multinazionali farmaceutiche, che spesso si macchiano di atti orribili contro la societa’ e sono sempre al limite dell’etica, quello che difendo qui e’ la logica!

Ogni volta che viene data una risposta a queste persone, il loro obiettivo si sposta e nuove accuse infondate vengono mosse verso i vaccini.

Il caso Europa.

A quanto pare, l’Europa spinge per la non obbligatorieta’ per far risparmiare soldi ai sistemi sanitari nazionali. Non che una volta resi volontari i vaccini per l’infanzia saranno a carico dei genitori: a quanto pare resteranno gratuiti; in realta’, quello che si vuole evitare e’ di avere denunce a carico dello stato nel caso di problemi che possano in qualche modo essere ricondotti al vaccino. Insomma, come a dire: noi non ci assumiamo nessuna responsabilita’, se vaccinate i vostri figli e succede qualche cosa, la decisione e’ stata vostra e non potete certo lamentarvi con noi. Ora, capisco che superficialmente questa possa essere una posizione difensiva giustificabile, ma, in base alla stessa logica, i genitori di un bambino che subisca le conseguenze (anche mortali, vedere qui) della mancanza di immunita’ di branco potrebbero denunciare il sistema sanitario nazionale (piu’ difficile, e molto ingiusto, sarebbe rivalersi sui genitori che non hanno vaccinato i loro bambini, probabilmente per disinformazione). Considerando la possibilita’ di un’epidemia, con le statistiche di effetti collaterali, e la gravita’ delle due situazioni, sarebbe meglio che la cosa venisse trattata con molta prudenza e intelligenza e senza fretta.

Epidemie?

Puo’ sembrare strano, ma stanno tornando alla ribalta malattie che si ritenevano debellate, per lo meno nella maggior parte del mondo, da quando il livello di immunizzazione si e’ abbassato a causa degli allarmismi sui presunti pericoli dei vaccini. Pertosse, poliomielite (ritenuta praticamente debellata), orecchioni e molte altre malattie stanno facendo il loro ritorno in quelle aree in cui la propaganda antivax ha attecchito maggiormente, come ad esempio in alcune zone dell’Australia (il link precedente porta alla pagina contenente un appello di due genitori che hanno perso la loro figlia di 4 settimane a causa della pertosse, provocata dalla mancanza di immunita’ di branco), Stati Uniti e altri. Quando l’articolo di Wakefield e coautori fu pubblicato, i tassi di immunizzazione in Inghilterra calarono drasticamente e, come conseguenza, i casi di malattie ritenute quasi scomparse crebbero a dismisura. Oggi nel Regno Unito le campagne di vaccinazione e la promozione della prevenzione e’ molto attiva e le cose sono tornate sotto controllo.

Come puo’ una malattia, ritenuta debellata, tornare a colpire cosi’ violentemente? Vi sono diversi motivi, due in particolare: i periodi di latenza e la globalizzazione. Per quanto riguarda il primo, bisogna sapere che i virus non spariscono solo perche’ non hanno un organismo ospite in cui proliferare, ma vanno in una sorta di letargo finche’ le condizioni non tornino ad essere vantaggiose per la loro diffusione. Inoltre, virus che colpiscono l’uomo possono “vivere” (non e’ molto chiaro se si possa applicare il concetto di vita nel caso dei virus) anche in altri animali (esempio attuale: l’influenza suina), a volte in maniera del tutto asintomatica, creando cosi’ delle vere e proprie riserve di virus pronte a colpire non appena se ne presenti l’occasione.La globalizzazione, ovviamente, aiuta la diffusione di queste malattie:  la semplicita’ con cui si puo’ viaggiare rende i viaggiatori perfetti mezzi di trasporto per le infezioni.

Conclusione.

Come possiamo difenderci dalle recrudescenze di malattie facilmente prevenibili? Le risposte sono molteplici, tutte valide e si rafforzano l’un l’altra: prevenzione (attraverso vaccini e igiene), controllo continuo delle diffusioni di potenziali focolai di epidemie da parte delle autorita’ preposte e diagnosi, isolamento  e cure immediate ed efficaci dei soggetti infettati.

A giudicare dagli eventi, non ho molta fiducia che l’Italia potra’ continuare a godere di vaccinazioni obbligatorie (fin’ora non si poteva iscrivere un bambino a scuola a meno che non fosse in regola con il programma vaccinale) e gia’ dal 2010 le immunizzazioni potrebbero essere a discrezione dei genitori. Quello che puo’ essere fatto, pero’, e di mettere sotto pressione il sistema sanitario nazionale affinche’ prepari una campagna informativa seria che renda evidente l’importanza delle vaccinazioni e gli effetti della mancata immunita’ di branco e che metta in prospettiva i possibili effetti collaterali a cui va incontro chi si fa vaccinare. E’, altresi’ importante, che tutti i pediatri ricevano e diffondano informazioni corrette e chiare affinche’ possano consigliare in modo adeguato i genitori che si presenteranno da loro.

Dopotutto un genitore non vuole altro che il meglio per i propri figli (almeno nella maggior parte dei casi), ma, ovviamente, non tutti siamo medici. Per questo e’ importante che qualcuno ci aiuti in questi casi.

Con preghiera di diffusione!!

17 commenti leave one →
  1. Alby permalink
    16 settembre 2009 22:14

    molto bello l’articolo, ma leggendo qui:

    http://disinformazione.it/vaccini_squalene.htm

    non e’ che mi venga proprio voglia di vaccinarmi :)

    pero’ ci sono delle cose oggettive:
    o lo squalene c’e’ nei vaccini o non c’e’
    se c’e’ o fa male o non fa male… sara’ dimostrabile l’una o l’altra delle due?

    da una parte riconosco che i vaccini hanno debellato (ad oggi) molte malattie, dall’altra mi chiedo: a un bambino di pochi mesi e di pochi Kg con un sistema immunitario in costruzione vengono a distanza di poco inoculati 4 vaccini (difterite, tetano, poliomielite ed epatite B – http://www.epicentro.iss.it/discussioni/vaccinazioni/salmaso.asp)… cioe’ circa 0.5 vaccini per Kg di peso (se il bimbo pesasse 8 Kg)… e’ come se in un adulto venissero inoculati i vaccini di 35 malattie… non e’ un po’ troppo? (In questo – contestabile – ragionamento considero -> peso -> massa ematica -> n° totale di globuli bianchi) Il sistema immunitario non ne uscirebbe sconvolto? Io per esempio per anni prendevo un sacco di malattie, magari non mi hanno abbassato/tenuto basse le difese immunitarie… pero’ non mi sento di escluderlo. Insomma non riesco come te a prendere una posizione cosi’ netta… di certo il vaccino non e’ una cosa naturale, ne’ prevista dalla selezione naturale della quale i nostri cromosomi sono il risultato… non voglio trovarti da dire… solo pensieri slegati – yack e nonostante i miei commenti, continua cosi’ che sei un abile divulgatore ;)

    • 22 settembre 2009 23:02

      Ciao Alberto,

      in effetti l’articolo che citi non spinge certo verso il desiderio di vaccinarsi. Analizzandolo un po’ piu’ in profondita’ (ho passato parecchio tempo a cercare riferimenti, a leggere le referenze citate ecc., da qui il ritardo nella mia risposta) sembra che l’articolo tenda a fare proprio quello che il sito che lo ospita pubblicizza: disinformazione (e non nel senso positivo).
      Innanzitutto l’autore originale, Joseph Mercola, e’ molto conosciuto nell’ambiente della discussione sui vaccini (http://en.wikipedia.org/wiki/Joseph_Mercola) in quanto e’ un forte oppositore dell’immunizzazione, nonche’ di quasi tutta la medicina tradizionale. A titolo informativo, ha anche un certo conflitto d’interessi quando si tratta di prendere parte a queste discussioni, in quanto il suo sito (mercola.com) vende prodotti di medicina alternativa e nutrizionali (incidentalmente, Mercola definisce molto pericolosi anche i forni a microonde e gli omogeneizzati). I “Related links” in fondo all’articolo rimandano al medesimo sito (mercola.com) e quindi non aggiungono molto al discorso.
      Continuando con l’articolo, una delle critiche e’ che i vaccini (con antigeni morti oppure vivi ma attenuati) vengano iniettati nel corpo e quindi scavalcano la difesa delle mucose, l’IgA o immunoglobulina A. Non entrerei troppo nel merito di questa difesa, in quanto, quando un’infezione e’ in atto nel corpo, evidentemente queste difese sono state superate dal virus in questione (ne’ morto, ne’ attenuato). Il vaccino ha proprio lo scopo di superare queste difese. Fare leva su questo fatto non ha molto senso in quanto non e’ mai stato negato ne’ nascosto: lo scopo del vaccino e’ suscitare una risposta immunitaria ad un attacco analogo ma in scala e di pericolosita’ ridotte, in modo che gli anticorpi siano in grado di riconoscere un antigene in tempi brevi una volta che questo superi le prime difese delle mucose e prima che questi possa moltiplicarsi e sviluppare tutto il suo potenziale.

      Per quanto riguarda lo squalene: ho trovato che si tratti di una sostanza prodotta in grande quantità dal fegato degli squali (sorpresa!!), ma anche dall organismo di molti animali, tra cui gli esseri umani. Inoltre e’ usato come additivo in moltissime creme di bellezza per la sua azione emolliente (http://en.wikipedia.org/wiki/Squalene). In questa forma, lo squalene viene rapidamente assorbito dalla pelle ed entra in circolo.
      Ho voluto cercare altre informazioni sullo squalene e sul suo effetto sull’organismo, nonche’ la sua reale presenza nei vaccini (per cercare di rispondere alle tue domande decisamente pragmatiche e razionali) e ho trovato un buon articolo su sciencebasedmedicine.org (uno dei blog fondati dal dottor Steven Novella, conduttore del podcast The skeptical guide to the universe). Sfortunatamente il sito e’ stato irraggiungibile per parecchio tempo e questo ha ulteriormente ritardato la risposta (la sto scrivendo a tranche ;-)
      A questo punto, vista la continua inagibilita’ del sito summenzionato, vedo di concludere la risposta altrimenti diventa obsoleta.
      Lo squalene, secondo l’articolo, sarebbe contenuto in tutti i vaccini, mentre in realta’, dati alla mano (contenuti, insieme ai riferimenti bibliografici nell’articolo su science based medicine, purtroppo) solo alcuni vaccini sperimentali lo contengono, tra cui quello per la nuova influenza A H1N1. Il motivo e’ che lo squalene stimola il sistema immunitario a reagire all’antigene (non rende la risposta piu’ violenta!) cosa che rende anche necessario un quantitativo minore di antigene (che dovrebbe far piacere a chi sostiene che i vaccini facciano male, no?). Viene usato in questi vaccini a causa della necessita’ di produrre grandi quantitativi di vaccino in poco tempo (per produrre gli antigeni spesso e’ necessario utilizzare uova di gallina come ‘incubatore’, cosa che ne limita la produzione).
      Per quanto riguarda i bambini, non sono d’accordo che il loro sistema immunitario non potrebbe sopportare il carico… dopotutto, un bambino appena nato esce da un ambiente iperprotetto (le difese immunitarie della madre lo proteggono) ad uno ricco di ‘insidie’: il sistema immunitario di un neonato lavora a pieno regime per sviluppare quel corpo di difesa necessario a combattere gli anticorpi piu’ comuni.
      Non credo (la mia posizione nasce dalla lettura di alcuni articoli per la scrittura del post) che i vaccini abbassino le difese immunitarie: la loro somministrazione mette il sistema immunitario in allarme e lo fa lavorare, cosa che puo’ provocare effetti di reazione al vaccino del tutto normali (sintomi simili a quelli della malattia, anche se ridotti in ampiezza e durata). Se anche rendessero piu’ debole il sistema immunitario non sarebbe ragionevole immaginare che questo indebolimento duri piu’ a lungo di quello provocato dalla malattia da cui ci vogliono difendere. Prendiamo ad esempio l’influenza (perche’ e’ comune e probabilmente tutti l’abbiamo sperimentata in prima persona): dopo che i sintomi sono passati iniziamo la ripresa e tutto si conclude in un paio di giorni. Se davvero il nostro sistema immunitario fosse indebolito, saremmo esposti a qualunque tipo di infezione e rischieremmo di morire per un comune raffreddore (come succede nel caso delle malattie da immunodeficienza, che nulla hanno a che vedere con vaccini e malattie comuni).
      Hai ragione, i vaccini non sono naturali, ma nemmeno l’aspirina, i pacemaker o le camere iperbariche, pero’ ognuno di questi ci permette di migliorare le nostre aspettative di vita.
      Trovarmi da dire? Per favore FALLO!!! Ho creato questo blog proprio per avere delle discussioni interessanti e con opinioni differenti!! Non ci troviamo da dire, dicutiamo!
      Grazie per i complimenti… spero proprio che potremo continuare lo scambio di vedute :-)

      PS: so di non aver dato una risposta molto coerente o esaustiva. E’ stato un lavoro sparso su diversi giorni e la struttura iniziale che avevo in mente si e’ un po’ persa

      • Alby permalink
        25 settembre 2009 12:46

        Non riesco comunque a schierarmi in modo cosi’ netto come te, ci sono dei casi in cui il vaccino ha fatto dei danni, per esempio:

        le morti da vaccino sono il prezzo da pagare? E’ equo per la popolazione? Esisterà mai un vaccino sicuro o sui grandi numero i morti ci scapperanno sempre?

        Ciauuu
        Alby

      • 25 settembre 2009 16:00

        Ciao Alberto,

        si’ sono al corrente del grave errore che fu commesso dal WHO nel caso della precedente influenza suina. In effetti questo e’ il motivo per cui, questa volta, sono stati molto piu’ abbottonati: non volevano rischiare di commettere lo stesso errore ma non potevano nemmeno non dire nulla, nel caso avesse raggiunto lo status di pandemia (come e’ successo). Questo, pero’ e’ un argomento leggermente diverso da quello che volevo trattare. L’attuale influenza A H1N1 sembra essere molto contagiosa ma virulenta come, se non meno di una influenza normale e in effetti non sono molto sicuro se il vaccino sia cosi’ necessario per tutti anche se conosco persone che l’hanno gia’ fatto e non riportano alcuna controindicazione.

        Le morti da vaccino, purtroppo, credo siano impossibili da evitare. Come tutto in medicina, anche i vaccini portano con se’ i loro rischi (anche un aspirina puo’ avere effetti collaterali anche seri in persone sensibili). In effetti ogni aspetto della vita porta con se dei rischi: andare in macchina, per quanto la sicurezza attiva e passiva abbia fatto passi da giganti, comporta rischi notevolmente maggiori che qualunque vaccino “standard”. Ogni giorno dobbiamo prendere delle decisioni che ci espongono a rischi (attraversare una strada, fare sport, camminare in montagna, uscire sotto la pioggia); alla fine tutto si riduce a scegliere il rischio minore.

        Ciao

      • francesco permalink
        18 marzo 2010 15:32

        Ciao,

        ti ringrazio per la risposta e per il ‘taglio’ di ragionevolezza ed empatia che sei riuscito a conferirle. E, per quanto mi riguarda, hai perfettamente chiarito il tuo punto di vista. Però perdonami se te lo faccio notare, ma ha il difetto di prendere per certezze cose che – se tu avessi avuto occasione di approfondire, ne sono certo – avresti potuto mettere perlomeno in discussione. Ma allo stesso tempo sono convinto che non sia ‘colpa’ tua, bensì una manifestazione dell’effetto (prevedibile) della ‘grancassa’ mediatica (e non solo…) che solitamente accompagna l’argomento.
        Se mi permetto di approcciarlo così è solo perché ho avuto occasione di approfondirlo (e avrei preferito farne a meno, come avrai già potuto intuire…) e non solo per partito preso. Credimi.

        Vorrei però offrirti uno spunto di riflessione. Fondamentalmente il contenuto del tuo ultimo post è riconducibile a quel parametro definito come ‘rapporto rischi/benefici’: se è favorevole, si procede con l’intervento medico, se invece non lo è, se ne sconsiglia perlomeno la prosecuzione. Con i vaccini, invece, le cose funzionano diversamente.
        In definitiva, il suddetto rapporto altro non è che il risultato di una frazione, e per influenzarlo ‘favorevolmente’ si hanno a disposizione due possibilità.

        1) Intervenire sul numeratore (rischi), alterando a monte quella che può esserne la reale incidenza e, di conseguenza, la percezione che se ne ha nel settore sanitario. E questo è possibile farlo negando sistematicamente la relazione di causalità tra l’atto medico (vaccinazione) e l’evento avverso. Con gli adulti è un po’ più difficile, ma con i lattanti questi signori ci vanno proprio ‘a nozze’: quali possono essere, infatti, gli effetti di una encefalopatia subclinica in un ‘cucciolo’ di 3-6-12 mesi? E quanto tempo dopo la vaccinazione possono manifestarsi? Magari quando il pupo inizia a cammminare, a parlare, a intessere le prime relazione complesse con il mondo che lo circonda… E quando questo avviene è di norma già passato un bel po’ di tempo. Esito scontato: ‘non può essere il vaccino!’, è ciò che afferma, più o meno perentoriamente, il pediatra di turno (e così facendo non parte nemmeno la segnalazione di sospetta reazione avversa…)

        2) Intervenire sul denominatore (benefici), ingigantendolo. Mi spiego meglio. In tutti i sistemi complessi coesistono innumerevoli variabili, le quali si influenzano l’un l’altra, ed analizzare ed interpretare i dati in queste circostanze è cosa assai complessa. E bisogna sempre e comunque anche porsi l’obiettivo di individuare e ‘compensare’ le cosiddette ‘distorsioni’. Prendiamo la vaccinazione di massa contro la polio (e regolamentata da specifica legge dello stato), partita in Italia nel ’66. Se si esamina il grafico della morbosità, ci si accorge che la relativa curva era già prossima allo zero quando la campagna è stata avviata (dopo che la curva stessa aveva avuto un brusco calo nel decennio precedente). Immaginiamo per un attimo che un grafico del genere possa essere sovrapponibile a quello dell’ultima epidemia di peste avvenuta in Europa (malattia scomparsa dal nostro continente senza l’intervento di alcun vaccino): se qualcuno avesse all’epoca inventato un vaccino e lo avesse utilizzato sulle masse, a chi sarebbe stato attribuito, secondo te, tutto il merito?

        L’approccio attuale alla delicata questione, in definitiva, manca della prova controfattuale, e non tiene minimamente in considerazione tutte quelle variabili (alimentazione, condizioni igieniche, assistenza sanitaria, stili di vita…) che sono mutate notevolmente in questi ultimi decenni, e che non possono non aver influito sul ‘risultato finale’.

        Spero di esser stato chiaro. Non intendo ora dimostrarti alcunché, ma solo suggerirti di non prendere per oro colato la verità dogmatica ‘le vaccinazioni hanno salvato l’umanità’.

        Scusami se ti posso aver dato l’impressione di essere superficiale, ma mi sta scadendo il tempo del break (sono in ufficio).
        E, in merito alla questione autismo, mi ripropongo di scriverti un altro post (basato su un esperienza personale e relativo alla cosiddetta ‘letteratura scientifica’), che credo potrai giudicare molto interessante.

  2. claudia permalink
    20 settembre 2009 14:25

    Vivo in Germania. Le vaccinazioni sono facoltative. La mortalitá per malattie quali morbillo, varicella, orecchioni non é per questo superiore a quella italiana. Anzi. In compenso, in Italia si registrano molti ma molti piú casi di “complicazioni” sicuramente dovuti all´assunzione del vaccino. Molti pediatri, infatti, consigliano giustamente di effettuare prelievi di sangue (basta poco) prima e dopo la vaccinazione, per confrontare in questo modo variazioni di parametri importanti. Per questo le richieste di risarcimento di famiglie con bambini con gravi malformazioni in seguito a vaccinazioni sono decisamente aumentato (di molto). Potendo dimostrare che il danno é avvenuto in seguito alla vaccinazione 8dati delle analisi del sangue alla mano), lo Stato non si puó tirare indietro. Probabilmente lo Stato ha deciso di non assumersi piú la responsabilitá dei danni provocati dalle vaccinazioni. peró, devo dire, la scelta se vaccinare o meno mia figlia é stata, finora, la piú difficile mai presa, da quando sono madre. Perché non c´é vera informazione, in Italia. O tutto pro o tutto contro. Qui é diverso. Il pediatra di mia figlia mi ha detto, semplicemente: “Lei lo sa come ci si ammala di tetano? E come si prende l´epatite? Sua figlia di due mesi, secondo lei, ha rapporti sessuali con persone infette? Viene a contatto con sangue infetto? Usa siringhe?”. Ecco. Dopo aver capito come si prende il tetano, chiaro che ho aspettato che lei avesse almeno un anno, per vaccinarla.E l´epatite…beh, qui la fanno in quinta elementare, mi pare. Per quanto riguarda varicella, orecchioni, morbillo: prima di tutto anche se vaccinati se la possono prendere lo stesso. Secondo: quelli della mia generazione se le sono fatte tutti, alla scuola materna,queste “malattie mortali”. E sapete qual é la cosa che mi manda piú in bestia? Ma se veramente fossero cosí importanti, perché non c´é un obbligo vero? Perché -tipica Italia – basta tirare fuori i “cento euro” e a posto cosí, amici come prima? Io non ho vaccinato mia figlia (che ha la doppia cittadinanza). E lo stato cosa mi dice: “Ok, dammi duecento euro e siamo a posto cosí”. Non mi sembra una cosa seria. O sono obbligatorie, e allora mi metti in galera, o non lo sono. E poi, sapete perché c´é il vaccino della pertosse nella pentavalente? Perché, se fosse “singolo”, non lo farebbe nessuno (la pertosse puó avere conseguenze serie solo in persone a rischio, altrimenti é curabilissima con un normale antibiotico)!!!Parole di un amico medico che si occupa di ricerche sui vaccini in una delle piú grandi ditte farmaceutiche mondiali.
    Vabbé…vedo che la strada verso l´informazione é ancora lunga…
    buona giornata e grazie dello spazio fornitomi!!!
    claudia

    • 22 settembre 2009 23:05

      Ciao Claudia.
      Il tuo commento mi e’ piaciuto davvero molto anche perche’ contiene molti spunti di riflessione che vorrei approfondire. Spero mi scuserai, ma in questo momento non ho ne’ il tempo ne’ la lucidita’ che meriterebbe la risposta, ma prometto di tornare sull’argomento

    • 25 settembre 2009 15:45

      Ciao Claudia,

      finalmente trovo il tempo per rispondere al tuo interessante commento.
      Comincerei precisando che sono un grande sostenitore della liberta’ individuale e che, in principio, sono a favore della liberta’ di scelta in campo medico. Quello che mi fa paura e’, come sottolinei, la mancanza di informazione. Fin’ora i vaccini erano obbligatori, tutti sanno piu’ o meno cosa sono e come funzionano, ma pochi si sono informati come hai fatto tu. Se ricevessi rassicurazioni che il rendere volontarie le vaccinazioni ora obbligatorie sara’ preceduto da una campagna informativa basata sulla conoscenza scientifica attuale e sull’utilita’ dei singoli vaccini, allora sarei molto meno preoccupato di questo passaggio. Non e’ tanto il fatto che i vaccini siano volontari, quanto il fatto che possano diventarlo senza che vi sia una sensibilizzazione e una informazione pubblica.
      Sono anche d’accordo con te sul fatto che non tutti i vaccini siano necessari fin dalla piu’ tenera eta’ (credo anch’io che pochi bambini rischino di entrare in contatto con il tetano prima dell’anno di vita) e forse alcuni potrebbero anche essere meno importanti di altri.
      E’ vero che alcune delle malattie per cui ci si vaccina non sono mortali e molti della nostra generazione le hanno prese e superate felicemente (morbillo, orecchioni, rosolia ecc.), pero’ anche queste malattie possono generare complicazioni piuttosto gravi e studi sull’incidenza indicano che la probabilita’ e’ piu’ alta di quella di avere effetti collaterali con i vaccini. La rosolia, in particolare, non e’ per nulla pericolosa da bambini e spesso e’ piu’ un fatto di fastidio che di pericolo, tanto che non vi sono cure particolari se non il tempo e qualcosa per attenuare i sintomi; tutt’altro discorso se viene contratta in eta’ adulta da una donna in gravidanza: in questo caso il virus puo’ essere trasmesso al feto e in questo caso porta a gravissime complicazioni (malformazioni congenite) fino alla possibile morte del feto stesso (http://en.wikipedia.org/wiki/Rubella). Questo e’ il motivo vero per cui il vaccino fu sviluppato (l’immunita’ di branco protegge anche le future madri).
      La pertosse puo’ essere una malattia con complicazioni molto gravi. Nel periodo 2004-2005 il center for disease control (CDC) in America ha registrato 66 morti per pertosse. Il pericolo aumenta con il diminuire dell’eta’ del bambino. Una delle complicazioni piu’ frequenti e’ la polmonite (5% o 1 su 20). Vi sono anche possibili complicazioni neurologiche. Bambini particolarmente piccoli possono anche soffocare in accessi di tosse particolarmente prolungati. Per gli adulti la pertosse diventa un fatto triviale, piu’ di fastidio che altro, ma sono fonti di contagio per i bambini. La pertosse e’ altamente contagiosa! (http://www.vaccineinformation.org/pertuss/qandadis.asp)
      Il fatto che riporti, della “multa all’italiana” per evitare la vaccinazione e’ davvero scandalosa! Spero sia un incidente isolato, ma davvero non so molto su questo argomento.

      Cosa dire? Spero che questa transizione sia supportata da una campagna informativa davvero seria.
      Buona giornata e buon fine settimana.

  3. Francesco permalink
    17 marzo 2010 15:55

    Ciao,

    posso invitarti alla visione di questa trasmissione della TV svizzera del Canton Ticino?
    http://la1.rsi.ch/_dossiers/player.cfm?uuid=18d78f7c-c2a8-4422-acd0-17f9d56c1f0a

    Ho trovato molto interessante soprattutto la parte centrale, quella dedicata a La Gloria, Messico.

    Comunque credo che se tu avessi avuto la sfortuna di avere un figlio danneggiato dai vaccini, ti troveresti inevitabilmente a vedere le cose da una prospettiva molto, ma molto differente.
    (soprattutto la questione dell’immunità di gregge…)

    • 17 marzo 2010 23:43

      Ciao,

      guardero’ il filmato che mi hai linkato. Purtroppo al momento non ho il tempo materiale per farlo (ho visto che dura ben piu’ di un’ora).

      Rispondo, pero’, all’ultima parte del tuo commento: ovviamente se una persona vicina, e in particolare un figlio, fosse stato danneggiato, in qualunque modo, da un vaccino, si tenderebbe a vedere questo fatto, ma anche il resto del mondo in modo diverso. Questo concetto, pero’ si potrebbe estendere a qualunque altro evento traumatico concernente persone a noi care: incidenti stradali, aerei eccetera. Ho cercato di essere chiaro: il mio articolo non vuole in alcun modo incolpare o, peggio, criminalizzare genitori che hanno la sfortuna di avere figli con problemi quali l’autismo, tutt’altro. Hanno tutta la mia comprensione per il fatto di cercare delle risposte e la mia compassione (nel senso originale di “patire insieme”). Il fatto e’ che i vaccini sono, senza alcun dubbio, una delle categorie di farmaci (se non LA categoria) di maggiore successo: sono riusciti a eradicare quasi completamente malattie mortali e debilitanti che solo fino a 50 anni fa costavano la vita e la salute di milioni di persone. Se oggi, alla nascita di un bambino, non temiamo che prenda malattie come la poliomielite o il vaiolo e’ solo grazie ai vaccini. Ovviamente, come ogni medicinale, anzi, come ogni sostanza al mondo (a me, ad esempio, le nocciole fanno gonfiare la gola… esempio stupido, ma pertinente), non e’ immune da pericoli e, per quanto si facciano progressi, un rischio minimo di reazioni allergiche o di effetti collaterali sara’ sempre presente. La maggior parte delle volte questi effetti collaterali sono blandi e reversibili in tempi ridotti, ma a volte hanno conseguenze gravi. Confrontate pero’ con i rischi associati alle malattie che combattono e alle probabilita’ di contrarle se non vi fossero i vaccini, i rischi sono infinitamente inferiori. Con questo non voglio minimizzare assolutamente il dolore provato dalle famiglie di bambini colpiti da reazioni avverse ai farmaci. Purtroppo la medicina, almeno per il momento, non e’ in grado di creare soluzioni individuali e dobbiamo “accontentarci” di quelle preparate per tutti e studiate per non dare problemi nella maggior parte delle persone… si tratta di numeri, solo numeri, ma e’ quello con cui la medicina deve lavorare.

      Oltre ai rischi noti e resi pubblici da chi produce i vaccini, esistono anche quelli inventati ad arte, come ad esempio il legame tra vaccini ed autismo: sono stati condotti moltissimi studi e non e’ stato riscontrato ALCUN legame tra i due. Di recente, due corti, una inglese ed una americana hanno sottolineato questo fatto, la prima trovando il dottor Wakefield colpevole di condotta non etica e di frode scientifica e il secondo non sostanziando le richieste di risarcimento di genitori di bambini autistici in quanto le ricerche scientifiche non hanno trovato alcun legame tra vaccini e autismo.

      Capisco che i vaccini siano medicinali particolari: sottoponiamo noi stessi o, peggio dal punto di vista psicologico, i nostri figli ad una cura che sappiamo avere delle controindicazioni, per quanto remote, in un momento in cui sono perfettamente sani, per prevenire malattie che non abbiamo probabilmente mai visto (grazie ai vaccini), di cui sappiamo poco e che non sappiamo quanto comuni potrebbero essere senza le immunizzazioni. Certo che fa paura! Non fare nulla sembra meno spaventoso. Dopotutto noi esseri umani non siamo molto bravi ad interpretare le probabilita’, altrimenti forse non usciremmo piu’ di casa… o forse prenderemmo la vita piu’ alla leggera. E comunque si tratta solo di numeri, difficile legarli ad un sentimento. Il rischio e’, pero’, che con una decisione (non vaccinare E’ una decisione, non una non-decisione) si faccia piu’ male che bene.

      Spero di essere riuscito a chiarire il mio punto di vista e non a confonderlo ancora di piu’.

  4. francesco permalink
    22 marzo 2010 15:25

    Ciao,
    come promesso, riprendo il discorso interrotto. La mia testimonianza vuole essere anche una mezza e indiretta risposta alle considerazioni che hai fatto sulla correlazione vaccini autismo e sul conflitto di interesse di Andrew Wakefield.
    Qualche anno fa intrapresi una ricerca che aveva lo scopo di ricostruire l’iter della commercializzazione (e del successivo prematuro ed inspiegabile ritiro dal commercio…) di un vaccino somministrato anni fa a mio figlio. Un vaccino, tra le altre cose, particolarmente innovativo, e che – pur se inizialmente sviluppato nel nostro paese – avrebbe dovuto ritagliarsi una quota del mercato statunitense ed europeo. Mi ritrovai quindi a navigare tra banche dati scientifiche, database della gazzetta ufficiale, verbali di riunioni della Food and Drug Administration statunitense e comunicati dell’Emea europea. Per fartela breve, mi capitò di leggere il full-text di un articolo pubblicato sulla prestigiosa rivista ‘The Lancet’, che riportava i risultati del più ampio studio clinico pre-registrazione in cui fu impiegato il vaccino in questione. Fu condotto in Svezia a cavallo tra il 1993 e il 1994 (tutti i nati dal dal 1 giugno ’93 al 31 maggio ’94 erano passibili di ‘arruolamento’) e i sanitari riuscirono a coinvolgere circa l’82% dell’intera coorte (quasi 83.000 lattanti sui circa 100 mila e cinquecento nati in quel lasso di tempo pari ad un anno). Divisero i partecipanti in quattro gruppi di più di 20 mila bimbi ciascuno, e ad ogni gruppo venne somministrato un vaccino differente (tre i vaccini sperimentali – tra cui quello che io stavo ‘tracciando’ – più un vaccino di vecchio tipo e già in commercio, impiegato come controllo). Due vaccini (tra cui il ‘mio’) utilizzavano come conservante il tiomersale, e di conseguenza il 42% di quell’intera coorte ne fu esposto.
    Parecchio tempo dopo mi capitò tra le mani un’altro articolo scientifico, pubblicato questa volta dall’American Journal of Preventive Medicine. Il titolo era ‘Autism and Thimerosal-Containing Vaccines – Lack of Consistent Evidence for an Association’. In quarta pagina c’era un grafico riferito alla SVEZIA che attirò la mia attenzione: nelle ascisse gli anni dal 1980 al 1996, nelle ordinate l’esposizione al tiomersale delle rispettive coorti di nascita e il tasso di incidenza (per 10.000 persone/anno) di casi di autismo. La cosa che mi colpì è che, mentre negli anni dal 90 al 92 la curva dell’autismo sembrava calare parallelamente al calo di esposizione al tiomersale, proprio nel ’93 c’era il maggior picco della curva ‘autismo’ mentre si azzerava proprio il fattore di esposizione. Ma c’era chiaramente un errore e, guarda caso, proprio in un punto molto ‘delicato’ del grafico… Ma chi aveva fornito i dati svedesi all’autore principale dell’articolo, il dottor Paul Stehr-Green, del dipartimento di epidemiologia dell’università di Washington? Victoria Romanus dello Swedish Institute for Infectious Disease Control, e Ingrid Trolin della Swedish Medical Products Agency (facendo un parallelo con l’Italia, la prima era paragonabile ad un membro dell’Istituto Superiore di Sanità, la seconda ad uno dell’AIFa). Persone che ricoprono ruoli su cui credo tu sia propenso a riporre la tua fiducia. Indovina un po’ chi risultava far parte del comitato consultivo del maxi-studio clinico del ’93? Victoria Romanus, epidemiologa dello Swedish Institute for Infectious Disease Control.
    Ora, se questa signora ha ritenuto opportuno usare la ‘scolorina’, credo proprio che significhi qualcosa, non credi?. Certo, nel grafico ci sono altri ‘picchi’ che sembrano non essere in correlazione con il tiomersale somministrato con i vaccini (uno però corrisponde, guarda caso, ad un dato ‘non pervenuto’…) ma penso che una manipolazione così sfacciata dei dati possa indurre a sospettare che possano esservene state anche altre.
    Ma non finisce qui. Nel 2001 l’Istituto di Medicina (IOM) della prestigiosa Accademia delle Scienze statunitense si era pronunciato sulla questione tiomersale-autismo, ritenedo ‘biologicamente plausibile’ una correlazione di tipo causa-effetto. In assenza di dati epidemiologici, si era però riproposto di pronunciarsi quando questi ultimi sarebbero stati disponibili. Cosa che fece poi nel 2004, ritenendo poi la correlazione non supportata dai ‘fatti’. E indovina quale analisi epidemiologica c’era tra le (vado a memoria) cinque valutate dallo IOM?
    Quella di Stehr-Green.
    Ora, la cosa più grottesca è che della manipolazione se ne sia accorto un pinco pallo qualsiasi, italiano e che con la medicina non ha nulla a che spartire. E che (ovviamente) nessuno correggerà mai quell’articolo…

    Ma parliamo a questo punto di attivisti, su cui tu ti sei espresso con un ‘no-comment’. Ti invito invece a visitare alcuni loro siti (caso mai un giorno ti scappase la voglia di approfondire) poiché le campane andrebbero sempre sentite entrambe
    http://www.putchildrenfirst.org/
    http://www.fourteenstudies.com/
    http://www.ageofautism.com/
    Sai, se si interpretano i dati usando a proprio favore i ‘bias’ (quelle distorsioni sistematiche di cui ho già fatto cenno) si può pure riuscire a far sembrare che i tassi di autismo siano aumentati dopo la rimozione (mai totalmente avvenuta) del tiomersale dai vaccini per l’infanzia.
    Da notare anche che tali attivisti, a loro volta supportati da medici, hanno portato alla luce disegni (degli studi) non adeguati agli obiettivi, disorsioni dei dati, nonché conflitti di interesse (onnipresenti) nella tanto decantata e RISOLUTIVA letteratura scientifica che esonera DEFINITIVAMENTE il tiomersale quale possibile fattore causale di autismo…
    E vogliamo, già che ci siamo, parlare anche di conflitti di interesse? Sai chi ha finanziato la quasi totalità di questi studi epidemiologici? Il Centers for Disease Control and Prevention (i CDC di Atlanta). Al loro interno ci sono funzioni che si occupano del NIP (National Immunization Program), ovvero che stabiliscono quali vaccini (e come) devono essere impiegati negli USA per le campagne di immunizzazione di massa. Senza voler entrare nel merito di quelle che potrebbero essere le relazioni dei suoi membri con l’industria farmaceutica, ti faccio notare, semplicemente, che se mai fosse stata provata ‘scientificamente’ una correlazione tiomersale-autismo, le casse federali statunitensi (e non solo…) si sarebbero dovute svuotare per il risarcimento dei danni alle centinaia di migliaia di vittime, senza contare che si sarebbe irrimediabilmente compromessa la fiducia nei piani di immunizzazione dei CDC (e non solo dei CDC, ovviamente…), con perdite per bigpharma nell’ordine dei miliardi di dollari.
    Credo proprio che – in confronto – le 55.000 sterline di Wakefield (il quale, è giusto ricordarlo, non si è occupato di tiomersale) facciano proprio ridere i polli. Dove sta, dunque, la verità? Dove stanno i ‘ciarlatani’? Da una parte sola, forse?

    Per concludere, credo che ti sia chiaro che non ti ho scritto per dimostrarti qualcosa di scientifico circa la correlazione tra tiomersale e autismo, ma piuttosto per ricordarti che la scienza ha smesso da molto tempo di essere al servizio dell’uomo, e che ciò è avvenuto nel momento stesso in cui i reali bisogni e i diritti di quest’ultimo si sono scontrati con il business che egli stesso aveva creato (e anche per farti notare che il rischio di frodi e di malafede ‘scientifica’ è direttamente proporzionale ai soldi che ci sono sul piatto)

    E poi, se mi permetti, voglio darti un consiglio: se vuoi veramente essere scettico, ti conviene diventarlo a 360°.

    Ti ringrazio per l’attenzione.

    P.S. Se ti venissero dubbi circa la veridicità di quanto ti ho raccontato, hai la mia email: scrivimi pure, ed in qualsiasi momento posso inviarti i pdf dei due articoli ‘scientifici’.

    • 23 marzo 2010 00:32

      Ciao Francesco,

      grazie per i due commenti. Questa mia risposta sara’ molto breve, ma spero non deludente: siccome i tuoi due commenti sono lunghi ed elaborati, vorrei prendermi un po’ di tempo per risponderti adeguatamente ed esaurientemente e per “essere scettico a 360 gradi”. Vorrei solo precisare che prima di scrivere il mio post, quindi anche prima dei commenti e delle relative risposte, mi ero informato sull’argomento, prendendo in considerazione entrambe le posizioni e andando a vedere anche i siti che citi tu (age of autism e’ il sito web dell’organizzazione guidata da Dan Olmsted, un giornalista e che viene sponsorizzato anche da Jenny McCarthy, una ex playmate, quindi nessuno dei due un ricercatore in medicina o un medico), mentre fourteenstudies e’ un sito in cui si cerca di smontare 14 studi ritenuti chiave nel negare il legame tre thiomerosal e autismo, ignorando, ovviamente, che esistono moltissimi altri studi che provano proprio questo. Quest’ultimo sito e’ promosso da Generation Rescue, l’associazione della suddetta Jenny McCarthy.

      Il resto dei tuoi commenti, pero’, e’ molto piu’ interessante di questi siti che hai citato e, come dicevo, vorrei prendermi un po’ di tempo per analizzarli meglio.

      Proprio perche’ “scettico a 360 gradi”, apprezzo molto le opinioni altrui, uno dei motivi principali per cui ho cominciato questo blog, quindi, grazie per l’interessante discussione :-)

      Á bientôt

  5. francesco permalink
    23 marzo 2010 15:33

    Ciao,

    grazie per la risposta. Solo un paio di commenti. Tu dici che esistono moltissimi altri studi (oltre ai 14 ‘chiave’) che negano il legame tiomersale-autismo. E’ pur vero che non seguo più con assiduità la querelle, e che quindi potrei non essere più aggiornato, ma a me risulta il contrario, ovvero che ci sono diversi studi in vitro ed in vivo su animali (ratti e scimmie, per esempio) che forniscono nuovi dati sulla neurotossicità del composto. Poi però, quando si passa all’epidemiologia, si riesce paradossalmente anche a scoprire che il tiomersale FA BENE al cervello…
    Ad ogni buon conto credo che si possa essere d’accordo su un fatto: queste indagini (di tipo epidemiologico e non) sono state condotte a ‘stalla chiusa e buoi scappati’, a partire dai primi anni 2000, dopo che circa 70 anni erano passati dall’inizio dell’impiego del tiomersale in medicina. Non so se condividi, ma questo tipo di valutazioni si dovrebbero fare PRIMA e NON DOPO un simile estensivo impiego. A maggior ragione del fatto che negli anni ad esserne esposti sono stati MILIONI di lattanti. E solo quando le vaccinazioni hanno iniziato a moltiplicarsi (e con esse la SOMMA dei loro eccipienti) si è iniziato ad affrontare (in gravissimo ritardo) la questione. E sai qual è la parte più triste di tutto ciò? E che, pur volendo per un istante lasciarsi il passato alle spalle, dobbiamo essere coscienti del fatto che le confezioni monodose contenenti mercurio vengono ancora largamente usate nei paesi del terzo mondo, ragion per cui, se qui qualcuno sta facendo il furbetto, dovrebbe sì ritrovarsi con una coscienza più sporca di una latrina di Calcutta.
    http://www.missionaridafrica.org/archivio_rivista/2005_04/07.htm

    Dopo questa doverosa precisazione avrei una proposta da farti. Lasciamo per il momento da parte Jenny McCarthy (sarà anche una ex coniglietta di Playboy, ma si ritrova con un figlio affetto da autismo) perché altrimenti potremmo finire col parlare di un’altra attrice, Amanda Pet, e di quel Paul Offit che l’ha ingaggiata. Cerchiamo invece di porre la questione su un altro piano.
    Prima di rispondermi, ti va di approfondire l’argomento inedito e (quasi) tutto italiano di cui ti ho solo accennato? Guarda che per inquadrarlo sufficientemente basta leggersi tre comunicati stampa in inglese, un articolo di letteratura medica, e un accenno ad una gazzetta ufficiale e ad un ‘public statement’ dell’Emea. Devo però solo controllare che i link che avevo a suo tempo memorizzato siano ancora ‘vivi’ (l’Emea, ad esempio, è diventata EMA, ed avrà anche rimaneggiato il suo sito).

    Se sei d’accordo, batti un colpo :-)

    Dimenticavo! Per correttezza ti riporto le coordinate del trial clinico svedese

    Randomised controlled trial of two-component, three-component, and five-component acellular pertussis vaccines compared with whole-cell pertussis vaccine
    Patrick Olin, Finn Rasmussen, L Gustafsson, Hans O Hallander, Harald Heijbel, for the Ad Hoc Group for the Study of Pertussis Vaccines
    The Lancet – Vol 350 – November 29, 1997 pag. 1569-1577

    Alcuni dettagli li puoi trovare anche a pag. 21 e 22 (e oltre, se ne hai voglia) di questo documento della FDA
    http://www.fda.gov/downloads/BiologicsBloodVaccines/Vaccines/ApprovedProducts/ucm103057.pdf

    Alla prossima

    • 24 marzo 2010 14:41

      Ciao,

      per cercare di evitare la mia costante e patologica prolissita’, cerchero’ di risponderti per punti sintetici (speriamo ;-)) in rigoroso ordine casuale:
      – Il fatto che Jenny McCarthy sia una ex-coniglietta non e’ un giudizio di merito, e’ un lavoro come un altro, ma non si puo’ certo dire che questo la renda un’esperta di medicina, diversamente dal dottor Paul Offit, medico, pediatra ed esperto di immunologia, virologia e vaccini.
      – J. McCarthy e’ la mamma di un bambino che “potrebbe” essere autistico (sembra che i sintomi puntino alla sindrome di Landau-Kleffner), ma questo non la rende un’esperta di medicina piu’ di quanto l’aver avuto il raffreddore non renda me un virologo o il possedere un TomTom non mi renda un fisico relativistico. Mi spiace che suo figlio abbia una grave malattia che gli rende difficile relazionarsi con il mondo e non posso nemmeno cominciare ad immaginare l’angoscia e la frustrazione che questo provochi, ma so che la scienza cerca di aiutare. E’ arrivata a dire (parafraso): “Non mi serve la scienza, la mia scienza e’ mio figlio Evan”. A me questo preoccupa un po’… per suo figlio.
      – Il thiomersal e’ stato oggetto di studi, uno dei quali, nel 2008, ha mostrato che viene espulso rapidamente dal corpo di bambini e lattanti (emivita di circa 3.7 giorni) (Pichichero ME, Gentile A, Giglio N et al. (2008). “Mercury levels in newborns and infants after receipt of thimerosal-containing vaccines”. Pediatrics 121 (2): e208–14). Nello stesso studio verificano che il livello di mercurio nel sangue dopo la vaccinazione e’ molto contenuto indicando un bassissimo rischio (in medicina non si usa mai l’espressione rischio zero) di tossicita’. IL mercurio in questa forma organica (etilmercurio) e’ anche notevolmente meno tossico della forma inorganica (mercurio semplice).
      – Mercurio, anche in quantita’ relativamente elevate e in forme organiche simili a quelle presenti nel Thiomersal ma piu’ tossiche, viene assunto normalmente mangiando pesce. Questa scoperta e’ quella che ha dato inizio alla paura diffusa, nel thiomersal. Bisogna pero’ precisare che il composto tossico presente nel pesce e’ METILMERCURIO, mentre il composto organico nel thiomersal e’ ETILMERCURIO. La differenza nel nome e’ solo di una “m”, ma la differenza tossicologica e’ simile a quella tra metanolo (velenosissimo) ed etanolo, presente in tutte le bevande alcoliche che vengono consumate quotidianamente da una larga fetta di popolazione mondiale.
      – Non ho mai letto di studi che propongano gli effetti benefici del thiomersal, ma ammetto di non aver condotto una ricerca approfondita in tal senso.
      – Gli studi epidemiologici, per loro stessa natura, devono essere condotti analizzando gli effetti di farmaci (gia’ testati ed approvati) su un larghissimo numero di persone, quindi quando il farmaco viene usato abitualmente. Non ci si puo’ aspettare che vengano testati in laboratorio i farmaci su tutti i tipi possibili di essere umano.
      – Precisazione: non voglio difendere, con questo, le industrie farmaceutiche, responsabili anche di gravi mancanze e speculazioni. Fortunatamente, pero’, il mondo scientifico e’ pieno di persone serie (e professionalmente ambiziose), pronte a fare le pulci proprio a “Big Pharma”.
      – Il fatto che il tempo di permanenza nell’organismo di bambini molto piccoli del thiomersal sia cosi’ ridotto, non aumenta il rischio con vaccinazioni multiple (per lo meno per quanto riguarda questo particolare composto).
      – Se fossero davvero i conservanti e gli adiuvanti il problema contro cui si scaglia chi si preoccupa del legame vaccino-autismo (molti, tra cui la plurimenzionata J. McC., asseriscono di non essere contro i vaccini, ma di volerli meno pericolosi), queste persone non dovrebbero essere a favore dei vaccini polivalenti? Dopotutto in questo modo si usa una sola dose di adiuvante/conservante per molteplici immunizzazioni. Invece criticano anche questi e Andrew Wakefield, dottore screditato dal mondo scientifico e dalla maggior parte dei suoi coautori nel suo piu’ famoso articolo, si’ e’ piu’ volte scagliato contr il vaccino MMR (measles, mumps and rubella, ovvero morbillo, orecchioni e rosolia), arrivando a proporre tre diversi vaccini separati!
      – Da scettico, il fatto che gli oppositori cambino in continuazione l’obiettivo dell loro critica (thiomersla, no, squalene, no, sistema immunitario sovraffaticato), mi rende la loro teoria molto sospetta e i loro metodi alquanto discutibili. Se fissassero l’attenzione su un problema e accettassero che i risultati possano essere anche contrari alle loro teorie (come nel caso del legame thiomersal-autismo), pratica comune ed accettata in ambito scientifico, allora si potrebbe discutere, altrimenti diventa una battaglia continua che sottrae risorse a ricerche vere che potrebbero anche aiutare i bambini che loro cercano di proteggere.
      – Il thiomersal e’ stato rimosso completamente dai vaccini abituali per l’infanzia negli Stati Uniti nel 2001 (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2376879/?tool=pmcentrez questo e’ un articolo molto interessante che racconta la storia della controversia thiomersal-autismo). Ciononostante, l’aumento di casi di autismo diagnosticati non e’ diminuito. D’altra parte negli ultimi vent’anni si sono modificate continuamente le tecniche di diagnosi e allargato lo spettro di casistiche che ricadono sotto il termine autismo.
      – E’ curioso, e molto preoccupante, che nei circoli che promuovono il legame vaccini-autismo e, in particolare, mercurio-autismo, si senta spesso parlare di terapie chelanti come di una terapia efficace per curare l’autismo. La terapia chelante consiste nell’inserire nell’organismo sostanze (la cui tossicita’ e’ provata) che si legano a metalli pesanti e ne aiutano l’eliminazione. Questa terapia viene usata in medicina nei casi di avvelenamento da metalli pesanti (in quantita’ troppo elevate perche’ l’organismo possa espellerle naturalmente). Quando viene usato senza ragione (in assenza di avvelenamento da metalli pesanti), modelli animali e casi umani hanno dimostrato che queste sostanze possono provocare danni neurologici e anche morte.
      – Per quanto riguarda la letteratura che prova la mancanza di correlazione tra autismo e vaccini ti rimando al blog Neurologica, creato dal neurologo Steven Novella, con contributi, anche attraverso altri blog come Science based medicine, di altri medici. http://www.theness.com/neurologicablog/?p=940 Questo articolo e’ solo uno dei tanti presenti sul blog che tratta di autismo e vaccini.
      – Se posso essere, almeno in parte, d’accordo che le case farmaceutiche non siano al servizio dell’umanita’, ma dei loro interessi, non sono per nulla d’accordo sull’affermazione che la scienza non sia interamente al servizio dell’uomo. E’ vero, esistono casi eclatanti di falsificazioni (emblematico e’ il caso di Jan Hendrik Schoen), questi vengono scoperti e puniti opportunamente. Dopotutto ci sono schiere di studenti di dottorato (quasi sempre sottopagati e non da multinazionali del farmaco) ansiosi di farsi un nome per poter spiccare tra la massa; e quale modo migliore per emergere in questo campo che dimostrare la dannosita’ di un prodotto, magari dimostrando anche che la cosa era a conosciuta dal produttore? Fama istantanea!
      – Per il legame tra vaccino della poliomielite (ma anche altri vaccini) e calo dell’incidenza della malattia stessa, ti rimando ad un post del blog “la scienza in cucina” di Dario Bressanini: http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/11/16/un-vaccino-testato/ Questo articolo, prevalentemente sul vaccino antiinfluenzale, tratta anche della storia dei vaccini. Il vaccino antipolio in Italia venne reso disponibile nel 1958. Puoi guardare nell’articolo di Bressanini il grafico dell’andamento della malattia in Italia e vedere che il legame tra vaccino e crollo dell’incidenza e’ inconfutabile.

      OK, come al solito non sono riuscito ad essere breve. Mi fermo qui, per il momento, per poterti dare una risposta in tempi ragionevoli. Nei prossimi giorni guardero’ in dettaglio il caso particolare che mi hai proposto (tunch, ecco il colpo che hai chiesto ;-)).

      Scusa, ma il tempo limitato rende l’interazione molto lunga.

      A presto

      • francesco permalink
        26 marzo 2010 19:21

        Ho letto la tua risposta, e mi riprometto di approfondirla, correggerla in alcuni punti ed integrarla (se del caso) con ulteriori argomentazioni. Prima però ti propongo di analizzare e valutare la vicenda di cui ti ho accennato. Ciò significherà entrare nel merito e nello specifico dei fatti. Ti avviso da subito che in circolazione non troverai molti altri validi riferimenti, avendoti già io selezionato quelli più dettagliati, sia pur riepilogativi. La lettura dei collegamenti dev’essere sequenziale, altrimenti si rischia di non capirci nulla.
        Prenditi dunque tutto il tempo necessario poiché, in caso di approccio solo superficiale, sarebbe soltanto tempo perso. (scusami per la lunghezza del post, ma non mi è proprio possibile fare di meglio)

        Partiamo da un articolo di Business Wire del 13 luglio 1995:
        http://www.thefreelibrary.com/CHIRON+BIOCINE+GENETICALLY+ENGINEERED+ACELLULAR+PERTUSSIS+VACCINE…-a017247344

        Poco più di un anno dopo (il 1° ottobre 1996) Chiron bussa alla porta della FDA:
        http://www.thefreelibrary.com/Chiron+Vaccines+Submits+Product+License+Application+for+Genetically…-a018728224
        (nota il disclaimer in coda all’articolo e tieni presente che mi sono anche letto i Form 10-K e 10-Q presentati da Chiron in osservanza delle disposizioni SEC, l’omologa della nostra Consob: nessuna occorrenza trovata che fosse particolarmente degna di nota)
        E fin qui, il barcone pareva procedere speditamente e con il vento in poppa.

        Poi però il vento iniziò a girare. Il 2 febbraio 1999 Chiron ritira la Product License Application che poco meno di due anni e mezzo prima aveva presentato alla FDA: ci interessa di più (dicono…) il mercato europeo (e tutti i soldoni gentilmente offerti dal NIAID? Bella ingratitudine!), e siamo felici di aver ottenuto l’11 gennaio l’autorizzazione centralizzata per il mercato UE:
        http://www.thefreelibrary.com/Chiron+Granted+European+Marketing+Clearance+for+Its+DTaP+Vaccine%3B…-a053692488

        Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31/12/2001 – pag. 27-28 – Decreto 18 dicembre 2001
        Sospensione dell’autorizzazione all’immissione in commercio della specialità medicinale per uso umano ‘Acelluvax’ e ‘Triacelluvax’
        ‘In soldoni’, i commi, le leggi, le modificazioni e integrazioni citate possono essere tradotte con: “tu, azienda titolare dell’autorizzazione, che decidi di sospendere (per qualsivoglia ragione, ‘formalmente’ non ci interessa…) la produzione e distribuzione della tua specialità medicinale nel territorio italiano, sei solo tenuta a darcene comunicazione. Noi, Ministero della sanità, ti sospenderemo d’ufficio l’autorizzazione.”
        La data della comunicazione, da parte di Chiron, corrisponde al 2 settembre 2001 (come riportato nella stessa G.U.)

        Ma è poi riuscita Chiron a vendere nei Paesi UE almeno una (dicasi una) fiala del suo innovativo vaccino? La risposta è un ‘no’ secco, formalmente e definitivamente concretizzatasi il 15 ottobre 2001, e dunque solo un mese e mezzo dopo la comunicazione inviata ai competenti uffici del Ministero della salute:
        http://www.emea.europa.eu/pdfs/human/press/pus/1551902en.pdf

        Chiaramente, al quadro MANCA un fondamentale tassello, che possiamo trovare su ‘Pediatrics’, la prestigiosa pubblicazione dell’Accademia Americana di Pediatria. Tassello che si incastra perfettamente, anche da un punto di vista cronologico:
        http://pediatrics.aappublications.org/cgi/reprint/111/5/1042

        Questo articolo descrive uno studio clinico, e per comprendere l’intera vicenda non si può evitare di leggerlo. Magari, se hai un amico dottore o studente in medicina, potresti anche chiedergli un parere. Evito qui, per non dilungarmi eccessivamente, di riassumerne i contenuti. Piuttosto vedrò di commentarlo mettendomi nei panni del CPMP (oggi CHMP), il comitato che all’interno dell’Emea si occupa della valutazione delle specialità medicinali per uso umano. Prima però è necessario esaminare i contenuti di questo documento (soprattutto i capoversi numero 3 e 5):
        http://www.emea.europa.eu/pdfs/human/press/pus/2096299EN.pdf

        Vediamo ora di inquadrare bene il problema: il Triacelluvax (vaccino contenente tiomersale) aveva ottenuto l’autorizzazzione dalla Commissione l’11 gennaio ’99, ma il suo parere favorevole il CPMP lo aveva espresso il 23 luglio ’98, dunque solo tre mesi dopo che si era accordato su un PIANO D’AZIONE per:
        A) valutare il profilo rischi/benefici dei prodotti medicinali contenenti tiomersale
        B) verificare se i pazienti potessero essere ESPOSTI A LIVELLI CUMULATIVI DI ETILMERCURIO ECCEDENTI I LIMITI DI METILMERCURIO RITENUTI ACCETTABILI IN BASE ALLE RACCOMANDAZIONI OMS.

        La questione era dunque molto seria. E’ evidente che l’Emea, responsabile della sicurezza dei farmaci a cui garantisce autorizzazione centralizzata, doveva assolutamente accertarsi del profilo di sicurezza di un vaccino a cui stava dando il via libera in ben 15 Stati membri (Germania esclusa). E questo alla luce del ‘focus’ che era recentemente emerso sui rischi potenziali del tiomersale. Dati specifici in letteratura non ce n’erano (come purtroppo ben sappiamo), e una questione di tale portata non poteva certo essere risolta ‘a tavolino’. Ci voleva CONCRETEZZA SCIENTIFICA. E l’unico modo per ottenerla era quello di ricorrere al ‘golden standard’ del RCT (Randomized Controlled Trial) ovvero ricorrere ad uno STUDIO CLINICO RANDOMIZZATO e CONTROLLATO. Uno studio osservazionale di tipo caso-controllo, sia pur prospettico (come quello di Pichichero, da te citato) non poteva dirsi sufficiente, in quanto non sperimentale. In uno studio clinico controllato e randomizzato (in doppio cieco e con gruppo di controllo), infatti, l’effetto del trattamento può essere studiato a partire da iniziali gruppi OMOGENEI di bambini trattati allo stesso modo, ECCETTO che per l’intervento in studio. Il quale, a sua volta, viene somministrato in maniera CASUALE. Quindi, qualsiasi DIFFERENZA nei gruppi registrata alla fine può essere attribuita AL TRATTAMENTO e NON a ERRORI SISTEMATICI o al CASO. Aggiungiamo anche che il mascheramento (‘cieco’ – lo sperimentatore che valuta l’esito NON CONOSCE il trattamento che il soggetto valutato ha ricevuto) offre di per sé maggiori garanzie che i risultati non vengano magari fatti apparire migliori di quello che in realtà sono (e in questo momento sto pensando a Pichichero… ;-).

        In buona sostanza al CPMP spettava, in quella circostanza, l’onere della stesura delle linee guida (e fors’anche del protocollo) per uno studio clinico il cui obiettivo doveva essere quello di confrontare gli esiti della somministrazione di vaccini contenenti tiomersale ‘versus’ quelli della somministrazione di vaccini che ne fossero privi (nel 1999 in Italia erano già disponibili vaccini ‘mercury-free’, sia singoli sia combinati), ampliando però l’orizzonte dell’osservazione. Si passava infatti dai 15 GIORNI dopo ciascuna somministrazione (periodo degli studi clinici pre-registrazione entro il quale la manifestazione di un EVENTO AVVERSO GRAVE doveva essere valutata per la sua possibile CORRELAZIONE con il vaccino) ad un lasso di tempo ben più ampio e ragionevole, e cioè 24 mesi COMPLESSIVI. A due anni di vita di un essere umano corrisponde infatti una fase dello sviluppo entro la quale dovrebbe manifestarsi l’acquisizione di determinate competenze ed abilità (ad es. della sfera motoria, del linguaggio, della sfera affettiva-relazionale, ecc.) ed entro cui diventa possibile osservare meglio gli EFFETTI di una ALTERAZIONE o COMPROMISSIONE dello SVILUPPO NEUROLOGICO (o, se preferisci, neuropsichico). Perché punto il dito sul danno neurologico? Perchè, in letteratura, quello era il principale (se non l’unico) esito (outcome) associato ad ESPOSIZIONE a METILMERCURIO.

        E qui, però, cascava l’asino. L’aspetto ETICO fondamentale di ogni sperimentazione clinica, infatti, sta nella prospettiva di osservare SOLO EFFETTI FAVOREVOLI per il paziente. In questo caso, invece, si sarebbero ESPOSTI dei neonati SANI ad un RISCHIO a priori GIA’ INDIVIDUATO (sia pur non quantificato), a fronte di un IPOTETICO e FUTURO BENEFICIO, e per di più in presenza di un TRATTAMENTO ALTERNATIVO PRIVO del RISCHIO ipotizzato. E nel fare ciò, si sarebbe anche dovuta obbligatoriamente fare girale la ‘roulette’ del destino (che vaccino toccherà a questo bimbo?… Gira la ruota!)
        NESSUN COMITATO etico avrebbe potuto APPROVARE la SPERIMENTAZIONE! Figuriamoci poi quale CONSENSO INFORMATO, da sottoporre ai genitori/tutori dei ‘volontari’, ne sarebbe potuto saltar fuori!

        Ed eccoci finalmente al punto: affinché si potesse riuscire a condurre un simile studio, non restava che un’UNICA SOLUZIONE: mettere in piedi uno studio ‘PARALLELO’ e ‘DI FACCIATA’, credibile negli obiettivi e nel disegno, magari anche di interesse per la comunità scientifica, ma che potesse consentire CONTEMPORANEAMENTE di raggiungere tutti gli obiettivi individuati dallo studio ‘PRINCIPALE’ e ‘OCCULTATO’. Dovevano dunque essere contemplati:

        – PRELIEVI DI SANGUE, nel numero e nei tempi idonei ad uno studio sulla FARMACOCINETICA del tiomersale (obiettivo del precedente punto B)

        – il FOLLOW-UP dei partecipanti durante un periodo, preferibilmente, di 24-36 mesi (vedi Pichichero). Credo che la scelta dei 24 mesi avesse il fine di non procrastinare oltremodo, in caso di esiti benigni, la commercializzazione del Triacelluvax (e/o, altra chiave di lettura, di ridurre la probabilità che potessero venire osservati eventi avversi con sintomatologia a più tardo esordio). La finalità del follow-up? Condurre ad una valutazione del profilo rischi/benefici del tiomersale presente nei vaccni impiegati (obiettivo del precedente punto A).

        Questo periodo di follow-up merita però un’ulteriore considerazione: se lo relazioniamo agli obiettivi (immunogenicità) e al disegno dello studio ‘di facciata’ pubblicato su ‘Pediatrics’, perde di SENSO. La domanda che ci dobbiamo porre, infatti, è questa: quali dati poteva offrire? Se ci dovesse mai venire in mente l’ipotesi EFFICACIA, capiremmo immediatamente che non può essere quella giusta: ridotto era il numero di partecipanti (ca. 50 vs. 50), già giudicato, dagli estesi studi di pre-registrazione, efficace per l’84% il vaccino, e quasi nullo il rischio di contagio pertosse. Un senso, quel follow-up, lo acquista soltato se lo studio viene visto nella sua interezza (‘di facciata’ + ‘occultato’), ovvero nella ricerca dei dati di SICUREZZA.

        Inutile rimarcare che nello studio ‘di facciata’ non sarebbe dovuta assolutamente rimanere ALCUNA TRACCIA del GRUPPO DI CONTROLLO (vaccinati con prodotti mercury-free – presumo fossero altri 100 neonati circa). L’individuazione del centro di ricerca dove condurre la sperimentazione era poi obbligatoriamente da farsi nel territorio italiano, poiché l’Italia era l’unico stato membro UE in cui il ‘nostro’ vaccino era già commercializzato da anni, e a suo tempo autorizzato non dall’Emea bensì dal nostro Ministero della salute. Ti posso assicurare che l’IRCCS Policlinico ‘San Matteo’ di Pavia aveva tutte le carte in regola per poter realizzare la sperimentazione (così come il vicinissimo IRCCS ‘Fondazione Salvatore Maugeri’ le aveva per le indagini tossicologiche di laboratorio).

        Ma veniamo infine alla cronologia: il trial INIZIA nel GENNAIO 1999 (data dell’autorizzazione centralizzata UE), prosegue sino a tutto agosto e TERMINA ventiquattro mesi dopo, e cioè nell’AGOSTO 2001. Il PRIMO giorno utile successivo, lunedì 2 SETTEMBRE, Chiron invia quella comunicazione al Ministero che comporterà la SOSPENSIONE dell’autorizzazione dei due vaccini. Direi proprio che non c’è margine per ulteriori interpretazioni.

        ‘E’ un’importante pietra miliare per Chiron’…’ ‘intraprenderemo azioni immediate per commercializzarlo in tutta Europa…’: quante vane parole!

        Che cosa ci hanno allora NASCOSTO questi signori? Esattamente NON LO SAPREMO MAI, ma possiamo soppesarne la GRAVITA’ in relazione alle CONSEGUENZE: 14 anni di duro lavoro (ricerca, sviluppo, sperimentazione clinica e quant’altro) e una cifra nell’ordine del MEZZO MILIARDO di dollari (stima di un’università statunitense e relativa all’investimento medio per poter giungere alla commercializzazione di un farmaco in USA) buttati nel cesso.
        Ma se vogliamo parlare di autismo, un indizio però ce l’abbiamo: ti ricordi il grafico di Steher-Green e la manipolazione di Victoria Romanus? Il Triacelluvax era stato impiegato in Svezia a cavallo del ’93-’94, a cui corrispondeva il MAGGIOR PICCO NELLA CURVA DELL’AUTISMO e la relativa (e fraudolenta) CANCELLAZIONE DEL FATTORE DI ESPOSIZIONE dal grafico.

        Vogliamo fare qualche conto? Non trattiamo specificamente e solo di autismo, ma limitiamoci a generici eventi avversi classificabili come GRAVI e di tipo NEUROLOGICO (tanto poi ci pensa la ‘fantasia’ dei neuropsichiatri a parcellizzarli in decine di diagnosi sindromiche, a cui appiccica altrettanti e spesso fantasiosi nomi…). Vogliamo ipotizzare un’incidenza bassa, ma al contempo abbastanza netta da non aver lasciato dubbi al CPMP dell’Emea? Facciamo un 3%? Ok?

        Se ricordi, nel primo articolo che ti ho postato si parlava dell’Acelluvax (la formulazione non combinata con antidiftotetanica) e di più di 1,5 milioni di dosi vendute sino a quel momento (luglio ’95, a partire dagli ultimi mesi del ’93). Considerando una ventina di mesi, arriviamo a una media di 75 mila dosi/mese vendute, ovvero 900.000 dosi/anno che, per una serie completa di 3 iniezioni, significano 300.000 bambini/anno vaccinati. Ipotizziamo che entrambe le formulazioni dell’antipertosse Chiron siano state utilizzate SOLO sino alla fine del ’99 (voglio essere ottimista…) e con analoghi volumi di vendita: sono 6 anni, che significano 1.800.000 bambini vaccinati: il 3% corrisponde a 54.000 bambini IN QUALCHE MANIERA DANNEGGIATI!
        Certo, è solo una stima, che potrebbe essere per eccesso. Ma anche – perché no – per difetto!

        E se tu ti chiedessi com’è possibile che un simile evento non sia stato notato dalle strutture sanitarie che operano nel Paese o da quelle centralizzate che ne tirano le fila (pensa all’Istituto Superiore di Sanità, ad esempio) allora ti ricordo che non è stato un caso che il ritalin (metilfenidato) sia ritornato in commercio in Italia dopo quasi vent’anni!

        Ecco il METODO con cui vengono cancellati i rischi di un vaccino. Si scava nella sabbia, si nascondono gli escrementi, e si ricopre il tutto con cura… E quante volte sarà successo (penso anche al recente ritiro dell’Hexavac e alla giustificazione ‘ufficiale’ dell’Emea)? E quante volte succederà ancora?

        Basta, mi fermo qui, sia perché mi sto dilungando sia perché sto cominciando di nuovo ad incazzarmi.

        Alla prossima

      • francesco permalink
        14 aprile 2010 13:42

        Ciao, credevi per caso di esserti liberato di me? ;-)
        Beh, visto che non hai ancora commentato il mio ultimo post, ho pensato bene di proporti un’altra lettura. E’ un po’ un ‘polpettone’ per noi non-medici, ma credo che un piccolo impegno (di una decina di minuti malcontati) tu possa concedermelo. Si tratta di una vicenda ancora aperta e che ha per protagonista un farmaco della GSK per il trattamento del diabete di tipo 2.
        http://www.nograziepagoio.it/AVANDIA%20_Peronato.pdf
        Le dinamiche in gioco (nonché gli attori) sono analoghi a quelli della vicenda che ho cercato di raccontarti nel mio ultimo post, e a questo punto dovresti chiederti il perché del rosiglitazone (Avanda) o del rofecoxib (Vioxx) tu possa oggi liberamente reperire informazioni, mentre per l’Acelluvax questa regola non valga. Anzi, dovresti invero meravigliarti che sia stato un perfetto sconosciuto a servirtele (le informazioni) direttamente a domicilio.
        Comunque volevo ringraziarti perché mi hai dato l’opportunità, a distanza di qualche anno, di fare un riassunto della vicenda e di postarla anche sul sito del Comilva.
        http://www.comilva.org/forum/topic.asp?TOPIC_ID=474&whichpage=4
        Ciao

      • 15 aprile 2010 11:26

        Ciao Francesco. L’ultima cosa che speravo era di essermi liberato di te :-D Ogni lettore e’ importante e le discussioni, soprattutto con chi ha idee diverse, sono molto costruttive. Trovo, pero’, che qui la discussione stia leggermente scappando di mano: il mio post si riferiva specificatamente ai vaccini comuni, a determinate sostanze, contenute e non, nei suddetti vaccini e al legame tra questi e malattie (o meglio, sindromi) come l’autismo. A questo proposito ribadisco le mie posizioni:

        – Sono stati condotti molti studi ed analisi sul legame tra etilmercurio ed autismo e la conclusione e’ che non ve ne sono, tanto che i casi di autismo diagnosticati anche dopo che l’etilmercurio era stato tolto dai vaccini negli USA non sono diminuiti ma sono, anzi, aumentati seguendo il trend precedente. Molti nel movimento antivax adesso non usano piu’ l’etilmercurio come scusa per attaccare i vaccini ma hanno spostato l’attenzione su altre cose.

        – L’uso dei vaccini ha permesso di debellare malattie una volta comuni e mortali (come il vaiolo) e di ridurre enormemente la portata di altre (come la poliomielite, che proprio quest’anno, a seguito di vaste campagne di immunizzazione in India e in Nigeria, ha toccato il minimo storico di individui colpiti). Questo e’ un FATTO facilmente verificabile andando ad osservare gli andamenti di queste malattie nel tempo.

        – Come ogni altro medicinale, e in effetti ogni altra sostanza presente sulla terra, i vaccini possono provocare reazioni diverse in persone diverse e hanno delle controindicazioni. Vi sono persone piu’ sensibili di altre e persone allergiche a determinate sostanze contenute nei vaccini (alcuni non possono proprio essere vaccinati proprio a causa di allergie come ad esempio alle uova). Senza nulla togliere al dolore che chi viene colpito da tragedie legate a reazioni avverse provano, non credo che si debbano condannare i vaccini (attenzione: NON le case farmaceutiche, ma i vaccini come categoria!) in generale. C’e’ chi e’ allergico all’aspirina, ma non si puo’ negarne l’utilita’. Come altro esempio, un po’ estremo e un po’ provocatorio, prendiamo le automobili: causano ogni anno innumerevoli morti ma non si potrebbe mai pensare di metterle al bando, nonostante la loro utilita’ sia nettamente inferiore a quella dei vaccini.

        – A causa del fatto che alcune persone non possono essere vaccinate, esse devono basare la loro salute, riguardo alle malattie per cui ci si vaccina, sulla cosiddetta immunita’ di branco. Se questa viene a mancare perche’ il numero di individui immunizzati in una comunita’ scende al di sotto di una certa percentuale, anche loro sono a rischio. Cito, ad esempio, il caso della piccola Dana McCaffery morta di pertosse prima di raggiungere l’eta’ necessaria per poter essere vaccinata a causa della mancanza di immunita’ di branco. L’efficacia stessa dei vaccini si riduce al ridursi del numero di persone immunizzata all’interno di una comunita’: la riduzione dell’immunizzazione per gli orecchioni (parte del vaccino trivalente MMR) in Inghilterra a causa del caso Wakefield, ha portato ad un aumento dei casi di questa malattia negli anni passati; lo so: vivevo in Inghilterra, l’ho visto in prima persona!

        E, leggermente off-topic rispetto all’articolo (ma questo e’ il massimo a cui mi voglio spingere in quanto a digressione):

        – Con il mio articolo non intendevo difendere l’operato delle grandi industrie farmaceutiche o di singoli individui: sappiamo benissimo che tutte le (grandi) industrie hanno come obiettivo il profitto e, quando questo si interseca con la nostra salute, abbiamo ragione a preoccuparci e a richiedere chiarezza. Questo, pero’, vale per ogni medicinale e non per i vaccini in particolare. I vaccini, inoltre, non sono un prodotto particolarmente redditizio per le grandi industrie: poter trattare le malattie quando insorgono, piuttosto che debellarle prima della loro esplosione, sarebbe molto piu’ proficuo per loro. Per quanto riguarda i medici e i ricercatori, essendo uomini, sono ovviamente corruttibili ed alcuni di loro indubbiamente si sono adoperati per il proprio tornaconto invece che per il bene dei pazienti. Sarebbe ironico, se non fosse tragico, che un esempio di corruzione si trovi proprio tra le prime file del movimento contro i vaccini: quell’Andrew Wakefield che ha dato un contributo cosi’ importante ad iniziare il panico verso le immunizzazioni. L’unico modo per poter avere una certa tranquillita’ consiste nell’affidarsi a diverse fonti per le analisi, in modo da minimizzare gli abusi. Questo, ovviamente richiede tempo e, purtroppo, un numero elevato di prove e trial clinici.

        Ecco, questo era lo scopo del mio articolo. Non ho il tempo, purtroppo, di andare a studiare singoli casi e non e’ il mio lavoro andare a cercare le controindicazioni dei singoli medicinali (riportero’, pero’, i casi eclatanti: non e’ mio interesse proteggere nessuno, ma cercare di diffondere informazioni che magari non sempre arrivano sui media tradizionali).

        Spero davvero, Francesco, di NON essermi liberato di te con questa mia risposta e spero vorrai partecipare anche ad altre future discussioni (anche in modo critico e con idee contrarie, sia chiaro ;-)) su argomenti simili, o meno :-)

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