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Piccoli esopianeti

23 settembre 2009

Quello degli esopianeti, pianeti che orbitano stelle diverse dal nostro Sole, e’ un campo di ricerca astronomica che sta guadagnando momento da un po’ di tempo a questa parte. Questo perche’, oltre a far leva su una domanda che incuriosisce il genere umano fin dalla scoperta dell’universo come lo conosciamo oggi, ovvero se il nostro sia l’unico pianeta a supportare la vita, di recente ha anche cominciato ad ottenere risultati interessanti: i primi pianeti non appartenenti al sistema solare sono stati scoperti solo pochi anni fa (la prima scoperta confermata di un esopianeta e’ del 1995) e, ad oggi, sono 374 quelli inseriti nei nostri atlanti.

La maggior parte di questi sono pianeti dalla stazza piu’ simile a quella di Giove che a quella terrestre (com’e’ ovvio, un pianeta piu’ grande e’ piu’ semplice da osservare) e quindi inadatti ad ospitare la vita. Oltre ad esigenze di taglia, forse le meno stringenti, abbiamo anche delle necessita’ di “consistenza” e composizione (un pianeta gassoso come Giove difficilmente potra’ supportare organismi viventi) e di posizione rispetto alla stella attorno cui orbita (un pianeta troppo vicino alla propria stella sara’ troppo caldo per supportare la vita e, probabilmente, anche un’atmosfera, uno troppo lontano non ricevera’ sufficiente energia per i normali processi chimici associati ad organismi viventi).

Al momento non abbiamo ancora scoperto nessun pianeta con queste caratteristiche, ma ci si aspetta che il nuovo osservatorio spaziale Kepler, lanciato il 7 marzo scorso, presto potra’ trovarne svariati.

Nel frattempo ricercatori dello European Southern Observatory hanno ottenuto le prime prove solide di un esopianeta roccioso (scusate il gioco di parole :-P). Qui potete vedere alcune immagini e filmati relativi a questo pianeta. Le immagini e i filmati che mostrano la superficie del pianeta e la sua stella come se fossero dietro l’angolo sono delle illustrazioni disegnate da un artista e basate sulle informazioni che gli scienziati hanno raccolto su questo sistema pianeta-stella. Non esiste nessun telescopio, sulla terra o in orbita, in grado di vedere una stella diversamente da un puntino luminoso, tantomeno vedere un pianeta come una massa estesa.

In effetti l’osservazione diretta non e’ il modo con cui si cercano gli esopianeti. Tutte le scoperte, fin’ora e per il prossimo futuro per lo meno, sono basate su metodi indiretti, come ad esempio l’osservazione di fluttuazioni regolari nell’intensita’ luminosa di una stella: quando un pianeta passa di fronte alla sua stella, essendo opaco alla luce (almeno a buona parte dello spettro) ridurra’ in piccola parte la luce che vediamo provenire da quella stella. In realta’ la luminosita’ di una stella con un pianeta in orbita attorno ad essa ha DUE minimi e una fluttuazione periodica. Come mai? Un pianeta e’ opaco e non emette luce propria, ma in compenso riflette parte della luce che riceve dalla sua stella, un po’ come uno specchio poco efficiente. Parte della luce che non ci raggiungerebbe perche’ emessa in direzioni diverse, viene riflessa dal pianeta e si somma alla luce che ci raggiunge direttamente dalla stella. E’ lo stesso meccanismo su cui si basa la luminosita’ della Luna. Il pianeta ha quindi delle fasi dipendenti dalla sua posizione relativa alla stella e a noi. I due minimi avverranno in quei momenti in cui il pianeta non riflette luce verso di noi: il minimo assoluto (la luminosita’ piu’ bassa in assoluto) avverra’ quando il pianeta transita di fronte alla stella e oltre a non riflettere luce, ne oscurera’ una parte, mentre il secondo minimo avverra’ quando il pianeta si trova all’altro lato della stella rispetto a noi.

Al momento, quindi, non e’ ancora stato scoperto un candidato ideale per ospitare la vita, per lo meno come la conosciamo noi, ma riponiamo grande fiducia nelle persone coinvolte in questa ricerca volta a soddisfare una delle domande scientifiche piu’ intriganti per l’uomo, animale tipicamente sociale: siamo soli nell’universo?

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