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Lo scettico televisivo

7 ottobre 2009

Guardando l’offerta televisiva nazionale, mi prende un po’ di sconforto. Non mi riferisco certo a polemiche politiche piu’ o meno legate al momento attuale, per carita’, questo e’ e voglio che rimanga un angolo di discussione apolitico e apartitico, o, per lo meno, sovrapartitico, in quanto scienza e razionalita’ non dovrebbero avere bandiere, ma essere perfettamente trasversali.

No, mi riferisco, piu’ appropriatamente a questo blog, alla scarsita’, per quel che sono riuscito a vedere, di una vera proposta scientifica, culturale e, soprattutto, razionale. Ci sono i, rari, programmi come superquark (se non si fosse ancora capito, sono un fan della serie!), ma purtroppo sono pochi. E’ vero che, in generale, anche emittenti estere non hanno una preponderante programmazione di questo tipo (tralasciando, ovviamente, canali privati e dedicati quali Discovery e National Geographic), pero’ ci sono alcune interessanti “gemme” che spiccano per la loro razionalita’, e sono tutt’altro che noiose! Prendo come esempio l’ormai leggendario, almeno in ambito anglosassone, Mythbusters. In questo programma, i conduttori analizzano la plausibilita’ di alcuni miti (che spesso coinvolgono esplosioni) e li mettono alla prova per vedere se resistono ad una sperimentazione (quasi) scientifica.

Ora, questo e’ ovviamentye un programma di intrattenimento, ma permette di introdurre un elemento di scetticismo e familiarizza i telespettatori con il concetto di pensiero razionale, invitandoli a non prendere tutto per oro colato.

Un altro spettacolo interessante (nota: non sono riuscito a vederne nemmeno una puntata, ma vi sono diversi spezzoni su YouTube) e’ Bullshit di Penn and Teller, duo di prestigiatori e noti scettici legati a James Randi. Lo spettacolo analizza in modo molto diretto affermazioni e miti che pervadono la vita quotidiana di ognuno di noi e valutano se vi siano elementi razionali o veritieri. Ad esempio e’ molto interessante la puntata sulle acque in bottiglia, durante la quale viene dimostrato che (almeno negli Stati Uniti) non vi sia alcun elemento razionale per scegliere acqua in bottiglia piuttosto che quella del rubinetto.

Ecco, questo e’ quello che vorrei vedere: una trasmissione che non abbia paura di smascherare la falsita’ nelle dichiarazioni della pubblicita’, di mentalisti, psichici, omeopati, naturopati e quant’altro. Una specie di Striscia la notizia supportata da uno staff scientifico preparato che non abbia paura di essere diretto nella sua battaglia contro truffatori e irrazionalita’. L’esatto opposto della trasmissione “Mistero” per capirci.

Ovviamente, per poter essere il piu’ trasparente possibile, questa trasmissione dovrebbe essere slegata da supporti pubblicitari e dai condizionamenti degli sponsor, e qui viene il difficile. Se qualcuno ha qualche suggerimento o qualche contatto con produttori interessati nell’idea, me lo faccia sapere ;-)

7 commenti leave one →
  1. 7 ottobre 2009 11:26

    Per come la vedo io la raccolta pubblicitaria di una TV è talmente eterogenea da non riuscire (almeno in teoria) a condizionare gli argomenti trattati da una trasmissione televisiva. Se ci pensi, buona parte delle trasmissioni che hai citato vengono prodotte e\o trasmesse senza problemi all’estero da network commerciali.

    In ogni caso, ci sarebbe (sempre in teoria!) un network pubblico composto da 3 (e più) reti, finanziate con le tasse dei cittadini che potrebbe gestire queste problematiche in piena libertà.

    Il problema casomai è un altro e riguarda l’indirizzo da dare all’offerta televisiva.
    La televisione ormai è infestata da trasmissioni stupide e vuote di contenuti, roba “easy” fatta per non far pensare la gente (o per gente che non vuol pensare, fai tu) e quindi programmi che necessitano di qualche neurone per essere fruiti correttamente non possono trovarvi spazio se non in quarta serata e simili.
    Sono sinceramente sorpreso della sopravvivenza nel palinsesto di SuperQuark e delle altre trasmissioni di Alberto Angela e mi vien da pensare che gli Angela abbiano delle protezioni soprannaturali per resistere in mezzo ai vari Voyager, Mistero, etc… (anche se dopo la scandalosa nomina di Giacobbo a vicedirettore di raidue inizio a temere il peggio!).

    Prendendo poi la discussione in senso più ampio, non ti pare una conseguenza ovvia la scomparsa di un certo tipo di trasmissioni in un paese che ingrassa senza ritegno generazioni di cartomanti, astrologhi, maghi, fattucchiere, santoni e perchè no, preti?
    Dov’è il pensiero razionale in tutto ciò?

    Poi, ma intuisco che tu non voglia estendere la discussione in questo senso, ci sarebbero questioni più direttamente legate alla corrente situazione politica ma a questo punto mi fermo…

    —Alex

    • 7 ottobre 2009 11:54

      Il problema che vedo io e’ che questo genere di trasmissione dovrebbe anche prendere di mira le varie affermazioni pubblicitarie tipo: “la crema X idrata la pelle mediante il rivoluzionario megaidraton e la rende 75 anni piu’ giovane, fa sparire i peli, ma solo quelli che TU consideri superflui, ti tonifica i muscoli e ti dona un’abbronzatura livello sei-mesi-ad-Haruba”. Questo, ovviamente, potrebbe irritare un po’ i produttori dei prodotti analizzati.
      Come fai notare, avremmo le reti pubbliche per questo (incidentalmente, non era partita anche RAI4? Qualcuno ne sa qualcosa? Si vede solo sul digitale terrestre? Esiste? Cosa trasmettono?), le quali dovrebbero (!) essere sufficientemente libere da pressioni di tipo commerciale.
      Purtroppo sembra che buona parte del pubblico televisivo italiano (ma non solo quello) soffra della sindrome del pulcino: piuttosto che pensare con la propria testa preferisce avere le idee predigerite e poi rigurgitate nella propria testa. Credo, pero’, che sia una forma di pigrizia indotta dalla televisione stessa: se vengono proposte trasmissione che stimolano solo il torpore mentale, il telespettatore si adegua e piano piano il pensiero originale scivola in una specie di coma catodico (posso ancora usare questo aggettivo in un periodo di cristalli liquidi, led e plasmi?). Potrebbe essere un problema filosofico sulla falsariga del famoso/famigerato problema dell’uovo e della gallina, ma la domanda e’: il palinsesto televisivo e’ causa o conseguenza della cultura popolare odierna, dei suoi miti e della tendenza ad aspettare che qualcuno ci fornisca le nostre idee? Ho come l’impressione che sia una concorrenza di colpe….

  2. juhan permalink
    7 ottobre 2009 13:36

    e Porta a Porta che torna sul miracolo di Lourdes?

  3. 7 ottobre 2009 15:50

    Beh, a parte che sulle affermazioni della pubblicità, specialmente in campo comparativo dovrebbe vigilare l’autorità per la concorrenza (e lo fa qualche volta), trasmissioni come “mi manda rai 3” fanno anche questo e mi risulta che lo facciamo abbastanza bene.

    RAI4 si vede solo sul DTT e trasmette serie TV sul tipo di target che ha FOX sul satellite, peccato che da me il segnale DTT RAI non venga irradiato affatto! ;-)

    Sulla questione uovo\gallina io non ho dubbi: gli italiani amano le idee predigerite. Per l’italiano medio (da qualcuno definito “minchiaqualunque”) l’importante è che nessuno gli stia mettendo le mani in tasca, poi chiunque può fare quello che vuole. Detto questo, fai un po’ tu !

    juhan: quella trasmissione andrebbe chiusa a prescindere, altro che miracoli. Come andrebbero abolite robe tipo Voyager, Mistero, gli oroscopi, etc.

    —Alex

  4. ste permalink
    16 ottobre 2009 17:16

    Ciao,

    nonostante io sia pienamente concorde con quanto sottolineato da tutti, vorrei aggiungere due concetti, uno (sfortunatamente) contrastante con l’utopico palinsesto “pubblicitariamente democratico” e il secondo una semplice riflessione su quanto già detto: (mi scuso in anticipo per la lunghezza del post!)

    Lavorando nel settore pubblicitario, capisco ogni giorno di più quanto le aziende che investono in spot/pagine/passaggi radio pretendano un ritorno non solo in termini di diffusione del loro messaggio (come dovrebbe essere!), ma anche sotto forma di accenni più o meno espliciti alle meravigliose (!!) caratteristiche dei loro prodotti.
    Non mi piace pensare che i Media oggi fondino il 90% dei loro contenuti su “Marchette” o altri favoritismi dettati da flussi vari di denaro…ma la spietata concorrenza tra i mezzi (quasi inesistente fino ad alcuni anni fa) spinge le redazioni, per poter sopravvivere, a dover sottostare alla volontà di chi paga .
    Sono d’accordo con l’idea che le reti nazionali dovrebbero vivere esclusivamente grazie al denaro dei contribuenti. Sfortunatamente, però, per poter contrastare le offerte della concorrenza devono trasmettere anch’esse programmi, serie e film in grado di attirare l’attenzione del famoso “cittadino medio” da voi citato.
    I costi da sostenere per l’acquisto di questi prodotti é elevatissimo e, probablmente ritenendo controproducente aumentare di molto un canone già abbastanza caruccio, si debbono affidare ad altre fonti….quelle pubblicitarie (vi assicuro che la quantità di denaro che circola nel mondo della pubblicità lascia veramente senza parole!)..facendoci tornare nel circolo vizioso precedente.

    Il secondo concetto che volevo introdurre é una riflessione che continua a passarmi per la testa da un po’ di tempo (spero di riuscire ad essere breve :-)).
    Fino a qualche anno fa “l’Italia” criticava “l’America” per la leggerezza dei suoi programmi, per la povertà dell’offerta scolastica, per l’abbondanza di persone facilmente influenzabili da spot da noi derisi per l’assurdità dei contenuti, per il bullismo diffuso e così via!
    Oggi le nostre scuole si stanno adeguando a quei bassissimi livelli (sembra quasi che cerchino con orgoglio di superarli), le aule sembrano stanze di un riformatorio piuttosto che ambienti dedicati all’istruzione e la televisione…beh riesce solamente più a copiare le programmazioni più inebetenti disponibili sul mercato mondiale (che fine ha fatto la creatività??)
    Potevamo accontentarci di un Grande Fratello made in the Netherlands?? Certo che no: abbiamo dovuto importare anche i vari Celebrity Survivor (USA, tradotto in “L’isola dei famosi”,), The Farm (Svezia, La Fattoria), The Bachelor (USA, L’Uomo dei sogni), The Mole (Belgio, La Talpa), Wife Swap (USA, Cambio Moglie), etc..(non continuo: ahimè la serie sarebbe troppo lunga!).
    Siamo ancora così sicuri di essere noi quelli “culturalmente superiori” al resto del mondo?? Possiamo considerarci “aperti al mondo” solo perché ci portiamo in casa tutta la spazzatura disponibile??
    Non mi stupirebbe poi così tanto se a breve iniziassero a trasmettere incessantemente anche da noi spot su prodotti che modificano il proprio odore corporeo per accrescere le propria popolarità tra il gentil sesso oppure di corsi per diventare il-più-ricco-tra-i-ricchi in sole tre ore di frequenza!
    (uffa…mi sono nuovamente dilungata!)

    • juhan permalink
      16 ottobre 2009 18:34

      “Siamo ancora così sicuri di essere noi quelli ‘culturalmente superiori’ al resto del mondo??”
      No! la dimostrazione è facile: Berlusconi.

  5. Ste permalink
    16 ottobre 2009 19:27

    Nonché il “potere alle Veline”…sono sconvolta al pensiero che una Noemi Letizia qualunque, ragazza priva di qualunque qualità rilevante, possa essere considerata “famosa”(come sono orgogliosa di essere una perfetta sconosciuta!) e venga presa come esempio di riferimento da un esercito di ragazzine solo grazie (a causa di??) ad uno scandalo che la vedeva coinvolta..inoltre, sfortunatamente, non si tratta di un caso isolato, anzi!! Che tristezza!

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