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Il punto sull’influenza A H1N1

30 ottobre 2009

Un po’ di tempo fa avevo scritto un altro articolo sull’influenza A H1N1, dopodiche’ l’avevo rimosso per apportare delle correzioni dopo i giusti commenti di AD Blues (vedere sotto), ma poi la difficolta’ di apportare le correzioni e mantenere il senso originale, la scarsita’ di tempo per farlo e il tempo trascorso mi hanno spinto a scrivere un articolo leggermente diverso.

Nel frattempo il panico suinocorrelato sembra essere aumentato a dismisura, alimentato anche da informazioni contraddittorie, spesso anche da una stessa fonte. Ecco, per esempio, che si possono leggere e sentire le stesse persone dire che l’influenza pandemica e’ meno pericolosa di quella stagionale, ma di andare a vaccinarsi di corsa (ok, sto parafrasando nessuno in particolare). Ci sono poi quelli che vi diranno che i vaccini per l’influenza “insaccata” sono nuovissimi e preparati in fretta e furia senza test e che hanno piu’ controindicazioni che benefici, tra cui il provocare l’influenza stessa, malattie genetiche ereditarie terribili e il desiderio irrefrenabile di guardare il grande fratello 24 ore al giorno. Tra questi ultimi vi sono, poi, quelli che vi propongono le loro cure miracolose a base di monossido di diidrogeno concentrato, che oltre a curare l’H1N1 vi mettono al sicuro da tutte le patologie future e vi riaggiustano il karma*.

Ma qual’e’ la verita’? Provero’ a riassumere quanto trovato in giro tra le fonti che io personalmente ritengo attendibili, come il center for disease control americano, diversi blog di scettici (Science based medicine ecc.), il sito del ministero della salute italiano, il sito dell’organizzazione mondiale della sanita’ e altri su questa linea (come ogni buon scettico, pero’, vi dico: non credete a me, indagate voi, ma razionalmente). A chi dovesse contestarmi un allineamento alla “verita’ ufficiale” rispondo in anticipo che il modo migliore di fare scienza ed analisi scientifica e’ di mettere insieme i dati da piu’ fonti attendibili indipendenti e di confrontarle tra loro. Sono pronto a rivedere in qualunque momento le mie conclusioni in caso qualcuno mi fornisse prove sufficienti che rispettino questi due semplici principi.

Il virus: come lo si contrae

  • Mangiando maiale: FALSO. In piu’, il virus viene distrutto portandolo a temperature superiori a 70C
  • Il contagio avviene da persona a persona: VERO. Il contagio avviene come nel caso della normale influenza stagionale attraverso il contatto e l’inalazione di materiale infetto, come goccioline di saliva espulse durante starnuti, oppure portando le mani alla bocca al naso o agli occhi dopo aver toccato superfici infette ecc.

Come evitare di diffondere il contagio

  • Evitando di stare a contatto troppo ravvicinato con qualcuno che ha contratto il virus. Lavarsi le mani frequentemente (acqua calda e sapone sfregando per almeno 15-20 secondi sono piu’ che sufficienti; in caso si sia in giro, i detergenti a base di alcool sono utili sostituti), specialmente se ci si trova fuori casa o in luoghi frequentati da qualcuno che ha contratto il virus.
  • In caso si sia contratta l’influenza, coprirsi la bocca e il naso con un fazzolettino di carta quando si starnutisce e poi gettarlo via. In alternativa starnutire nell’incavo del gomito per evitare di trasferire il virus sulle mani. Lavarsi le mani dopo aver starnutito
  • Se si sospetta di avere l’influenza, stare a casa a riposo per almeno 7 giorni consecutivi.
  • Le mascherine di carta sono utili, ma solo se si e’ contratto il virus e si devono condividere spazi chiusi con altre persone. In questo caso e’ il malato a dover indossare la mascherina!
  • Vaccinandosi contro l’influenza quando il vaccino sara’ a disposizione di tutti. Al momento e’ disponibile per le categorie a rischio (bambini, anziani, donne incinte e persone che lavorano a stretto contatto con le precedenti categorie). Vedere la sezione dedicata ai vaccini.

Come ci si cura?

  • Quali sono i sintomi? Sono molto simili a quelli della normale influenza: febbre spesso sopra i 38 gradi, tosse, mal di testa, male ai muscoli e alle articolazioni, mal di gola brividi, debolezza e a volte vomito e diarrea.
  • Antibiotici: inutili e dannosi. Il virus dell’influenza A H1N1 e’… bhe…. un virus, quindi non affetto dagli antibiotici. In compenso l’assunzione di antibiotici senza giusta causa rischia di provocare la selezione di ceppi batterici resistenti a detto antibiotico che si dimostrera’ quindi meno efficace o inefficace del tutto ad una potenziale successiva infezione batterica da parte di questo ceppo batterico.
  • Antivirali: al momento attuale tutti sconsigliano di assumere medicinali specifici, se non dietro prescrizione medica e solo in caso di un quadro clinico particolarmente grave o in persone a rischio. In caso di difficolta’ respiratorie o sintomi particolarmente gravi (e solo in questo caso, non intasiamo gli ambulatori e i centralini dei centri di prevenzione e di risposta!), consultate il vostro medico al piu’ presto.
  • Medicinali omeopatici. Hanno cominciato ad arrivarmi svariate email (decisamente NON richieste) che pubblicizzano medicinali omeopatici in grado di curare l’influenza suina con il 100% di efficacia e che probabilmente sono in grado di curare anche altro allo stesso tempo. Una volta di piu’: i “medicinali” omeopatici NON funzionano meglio di un placebo, effetto su cui si basano tutti gli aneddoti su cui fanno leva gli omeopati. Nuovi studi, pero’, sembrano indicare che l’omeopatia potrebbe prevenire la fine del mondo nel 2012… ;-)

Pericolosita’ dell’influenza

Pare che l’influenza suina, pur essendo piu’ contagiosa della normale influenza stagionale, non sia piu’ pericolosa.

Un aspetto caratterizzante il nuovo ceppo pandemico e’ il suo target. Normalmente l’influenza colpisce maggiormente e in modo piu’ forte persone di eta’ avanzata e gia’ debilitate, mentre pare che la A(H1N1) tenda a colpire in prevalenza persone piu’ giovani e in buona salute e donne incinte. Queste sono, di conseguenza, le categorie privilegiate per la somministrazione di vaccini in un primo momento. Tra la popolazione nata prima del 1950 una certa percentuale potrebbe gia’ avere anticorpi per questo ceppo influenzale, mentre per il sistema immunitario dei piu’ giovani questo risulta sconosciuto.

La maggior parte delle persone che hanno sofferto le conseguenze piu’ gravi dal contagio (inclusa la morte, ovviamente), presentavano gia’ altre patologie o avevano un quadro clinico gia’ compromesso. Gli esperti si aspettano che la maggior parte della popolazione subira’ effetti simili a quelli dell’influenza stagionale.

Anche per quanto riguarda la mortalita’, gli esperti si attendono livelli simili all’influenza stagionale, che ha livelli inferiori allo 0.1%. Questo significa, comunque, che a livello mondiale circa 250000-500000 persone muoiono ogni anno per complicazioni legate all’influenza stagionale. Ovviamente, se l’influenza suina ha mortalita’ simile, ed e’ diversa dall’influenza stagionale, questi livelli si sommeranno e la stagione influenzale che sta cominciando diventera’ particolarmente insidiosa. Questo, vorrei ripeterlo, non tanto per la pericolosita’ dell’A(H1N1) in se’, ma per la sua presenza in contemporanea al ceppo stagionale.

Cosa fare? Entrano in campo….

I vaccini

I vaccini, gioia e dolore di medici e operatori sanitari. Gioia perche’ nella loro vita hanno completamente debellato malattie epidemiche che provocavano ogni anno centinaia di migliaia di vittime, come vaiolo e poliomielite. Dolore perche’ da qualche tempo sono vittime di una campagna denigratoria e terroristica senza fondamenti scientifici e sperimentali.

Ma vediamo un po’ di fatti legati ai vaccini, in particolare quelli antiinfluenzali:

  • Ogni anno il WHO pubblica, dopo analisi e studi, l’elenco dei ceppi influenzali che piu’ probabilmente saranno piu’ diffusi nella stagione influenzale successiva. A questo punto le compagnie farmaceutiche si occupano di preparare vaccini che colpiscano questi ceppi. Essendo un’analisi statistica a priori, l’efficacia dei vaccini antiinfluenzali varia di anno in anno a seconda di quanto la previsione risulti esatta.
  • Il vaccino contro l’influenza A(H1N1), invece, e’ stato creato per colpire proprio questo ceppo influenzale e di conseguenza e’ estremamente mirato. Per questo motivo la sua efficacia contro la suina e’ molto piu’ alta del solito vaccino contro l’influenza stagionale.
  • Il virus dell’influenza e’ un virus con una capacita’ di mutare molto elevata e, pare, che questo sia vero in particolare per il virus dell’attuale pandemia. Questo, ovviamente, ridurrebbe un po’ l’efficacia del vaccino (un po’! Non tanto da giustificare sospetti di inefficacia).
  • Alcuni vaccini contengono adiuvanti. E’ vero! E questo e’ uno dei punti che coloro che si scagliano contro i vaccini, tutti i vaccini, usano per convincere la gente a non vaccinarsi. Sostengono che adiuvanti come lo squalene provochino terribili effetti collaterali, anche se non ci sono studi scientifici sistematici che provino la dannosita’ di queste sostanze. Lo squalene, in particolare, viene prodotto dal corpo di molti animali, umani compresi e viene assunto in quantita’ relativamente elevate con una dieta normale. L’uso di adiuvanti permette alle compagnie farmaceutiche di usare meno antigeni, di cui abbiamo riserve limitate, per ogni dose di vaccino. Nessun pericolo dallo squalene, quindi.
  • Alcuni vaccini contengono conservanti, come il “famigerato” thiomerosal. I promotori delle vaccino-panzane americani, come ad esempio Generation rescue, per anni hanno attribuito alla presenza di tale sostanza l’incremento del numero di diagnosi di autismo nei bambini. Sono stati fatti molti studi per rassicurare la popolazione della mancanza di qualunque legame tra thiomerosal e autismo, ma alla fine le compagnie farmaceutiche hanno tolto completamente la sostanza dai loro vaccini negli Stati Uniti e… sorpresa! Le diagnosi di autismo si sono mantenute inalterate!! L’aumento di casi sembrerebbe dovuto a migliori tecniche di diagnosi piuttosto che ad un reale aumento dell’incidenza della sindrome. Il fatto che i vaccini per i bambini siano collegati all’autismo sarebbe legato al fatto che l’autismo viene efficacemente diagnosticato proprio nella fascia d’eta’ in cui i bambini vengono vaccinati. Ma, come si dice in inglese, correlation does not imply causation, la correlazione (temporale) non implica la causalita’. Nessun pericolo nemmeno da parte del thiomerosal.
  • Il vaccino dell’influenza puo’ provocare la sindrome di Guillain-Barre’, una sindrome autoimmune in cui il sistema immunitario attacca il sistema nervoso. In effetti sembra esserci qualche correlazione in questo caso, specialmente se si prendono i dati della campagna vaccinale contro la precedente influenza suina degli anni ’70 del secolo scorso. Da allora pero’ la medicina e la farmacologia ha fatto molti passi in avanti. Secondo le stime piu’ pessimistiche sui vaccini antiinfluenzali attuali vi sarebbe un’incidenza di un caso ogni milione di vaccinati. L’80% di chi contrae questa sindrome guarisce completamente senza nessun tipo di complicazione, mentre il 20% puo’ avere conseguenze a lungo termine. Questo porta ad un’incidenza di un caso su 5 milioni. La prognosi migliora se si agisce tempestivamente e, siccome si e’ in preallarme a causa della vaccinazione, direi che le statistiche sarebbero migliori di quell’uno su cinque milioni. Detto questo, ovviamente, uno puo’ dire che se capita a te o a un tuo caro, uno su 5 milioni ha poco senso. Questo e’ verissimo, ma se consideriamo il circa 0.1% di incidenza di casi mortali legati all’influenza, ovvero circa un caso su mille, vediamo che la prospettiva cambia radicalmente. Anche se consideriamo che magari solo il 20% della popolazione contrarra’ l’influenza, il tasso di mortalita’ scendera’ comunque solo a un caso ogni 5000, un fattore di mille di differenza.  Ogni attivita’ umana ha una percentuale di rischio attaccata e anche il non scegliere comporta dei rischi (come nel caso dei vaccini qui riportato). Gli incidenti stradali sono ancora la causa prevalente di morte in molte nazioni. Cardiopatie legate allo stile di vita, cancro ecc. hanno tutti livelli di rischio piu’ alti che quelli legati alla vaccinazione.
  • I numeri, ovviamente, sono piuttosto sterili e si fa fatica a metterli in prospettiva, mentre dei casi umani sono di sicuro impatto. Di recente sono emersi due casi legati ai vaccini che stanno creando un certo scalpore:
    • Una ragazza inglese di 14 anni e’ morta poco dopo essersi vaccinata contro il papillomavirus. Ovviamente ogni morte e’ terribile e quella di una ragazza cosi’ giovane lo e’ molto di piu, pero’ il quadro clinico della ragazza era gia’ piuttosto grave ed e’ questo ad essere stata la causa della sua morte, non la vaccinazione. Di nuovo, correlation does not imply causation.
    • Una cheerleader americana sostiene di aver contratto una sindrome neurologica chiamata distonia a seguito di una vaccinazione contro l’influenza (quella classica, non quella contro l’A(H1N1)). Il video presente nella pagina linkata mostra una condizione decisamente invalidante, rendendo difficoltosi sia il movimento che la parola. Molti medici, tra cui neurologi come il Dr Novella di Science Based Medicine e di Skeptic’s Guide to the Universe, hanno subito notato che probabilmente non si trattava di distonia ma di un disturbo psicogeno, ovvero non di un problema neurologico. E’ notizia di pochi giorni fa che la ragazza ha deciso di farsi curare da un dottore legato a Generation Rescue e noto per alcune sue terapie che coinvolgono iniezioni di urina (sic!). Poco dopo il primo trattamento la ragazza ha detto di sentirsi meglio e dopo un paio di giorni di essere completamente guarita. Chiunque abbia seguito un paio d’ore di biologia a scuola sapra’ che se il suo problema fosse stato legato ad un danno neurologico, anche se il trattamento avesse eliminato istantaneamente (cosa impossibile) l’ipotetica tossina dal corpo della ragazza, non sarebbe possibile un recupero in tempi cosi’ brevi della funzione neurale compromessa. Nessuno dice che la ragazza fingesse, ma le prove vanno in direzione di un disturbo psicologico e non fisiologico.
  • Uno dei punti forti dei detrattori dei vaccini: l’ingordigia e mancanza di scrupoli delle grandi industrie farmaceutiche che giocano con la vita e la salute della gente per fare soldi. Devo dire che non sono in completo disaccordo con questa affermazione: etica e multinazionali farmaceutiche hanno molto poco in comune. Ciononostante, i vaccini devono essere approvati da autorita’ sanitarie nazionali e sovranazionali prima di essere distribuiti al grande pubblico. Inoltre una ditta farmaceutica farebbe molti piu’ soldi vendendo medicinali per attenuare i sintomi di una malattia che si protrae per una settimana o piu’ piuttosto che vendere una dose di un vaccino per prevenire la malattia stessa!
  • Infine, e poi chiudo perche’ mi sto dilungando troppo, molti temono che il vaccino sia stato messo in commercio di corsa senza test sufficienti. In realta’ il vaccino per l’influenza suina si basa in gran parte sul vaccino per l’influenza stagionale, tranne che per gli antigeni (virus morto o attenuato) presenti, quindi e’, come minimo, sicuro come il vaccino stagionale, con il vantaggio gia’ menzionato di essere specifico.

Conclusione

In realta’ non voglio trarre conclusioni, anche se credo sia chiaro il mio punto di vista da quanto scritto sopra (con un profluvio di parole). Ne’, tantomeno, voglio dare suggerimenti su come affrontare e prevenire l’influenza: non sono un medico e anche se lo fossi  non mi metterei a fare diagnosi e prescrizioni di massa!

Lo scopo di questo articolo era solo quello di raccogliere le informazioni sull’influenza suina da diverse fonti attendibili e creare un sommario, nella speranza di poter essere d’aiuto. Per qualunque altra cosa, fidatevi del vostro medico!

*Per chi non l’avesse capito, il paragrafo precedente l’asterisco e’ condito da una buona dose di ironia e sarcasmo.

5 commenti leave one →
  1. 1 novembre 2009 02:06

    In realtà quello che dici sui detergenti “antibatterici” non è corretto.
    Detergenti a base di alcool, cloro, acqua ossigenata e iodio sono accettabili sostituti della normale acqua e sapone e possono essere efficacemente usati per prevenire la diffusione dei virus influenzali (vedi la guida del CDC americano a proposito) ovviamente se usati correttamente (concentrazione e tempo di contatto adeguati).

    Inoltre non è neppure corretto affermare che l’uso continuato di detergenti ad azione battericida possa selezionare ceppi di batteri resistenti: Gli alcool, cloro, acqua ossigenata, iodio etc. uccidono i batteri in modo fisico aggredendo chimicamente le cellule e non come gli antibiotici che vanno a modificare il metabolismo cellulare. Per questi agenti battericidi (come per il calore) i batteri non hanno e non possono sviluppare resistenza (a parte l’inefficacia degli alcooli verso i batteri sporigeni, ma questa non è una caratteristica che i batteri possono acquisire).

    —Alex

  2. 2 novembre 2009 10:45

    Ciao Alex,

    si’, hai ragione, ho scritto quel post un po’ troppo in fretta, senza rileggerlo per bene. In effetti per quanto riguarda la resistenza, mi riferivo principalmente agli antibiotici. Non sono, pero’, del tutto sicuro che ceppi batterici non possano sviluppare una resistenza anche ad alcool e cloro. Non sono assolutamente un esperto in questo campo, ma l’esistenza di batteri cosiddetti estremofili in quanto proliferano in ambienti estremi (altissime temperature, altissime concentrazioni di ammoniaca o composti dello zolfo, assenza di ossigeno) mi fa pensare che l’estrema adattabilita’ di questi organismi possa anche portarli a sviluppare una resistenza ad alcool e simili. Questo e’ solo un pensiero, mi piacerebbe avere l’opinione di chi ha esperienza in questo campo.

    Non volevo, poi, criticare l’uso per se’ dei detergenti per le mani che ormai sono diventati cosi’ diffusi. Sono un grande sostenitore della loro efficacia (tant’e’ che ne ho un flacone anch’io). Quello che volevo dire e’ che, come con ogni cosa, non bisogna abusarne.

    Grazie per le osservazioni, vedro’ di correggere il post :-)

  3. 17 novembre 2009 17:52

    Per un approfondimento sul tema “vaccini”, consiglio caldamente la lettura di questo post sul blog di Dario Bressanini.

    —Alex

  4. 17 novembre 2009 18:30

    Grazie Alex, sempre molto attento ed informato :-)

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  1. L’influenza A H1N1 e la corsa agli antibatterici | Todo sobre la Influenza AH1N1 | All About Influenza

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