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La NASA cambia orbita?

2 febbraio 2010

Ieri, oggi negli Stati Uniti, il presidente USA, Barack Obama, ha presentato la sua proposta (proposta perche’ dovra’ essere approvata dal congresso) per il nuovo budget della NASA. Come molte altre sue iniziative dall’inizio del suo mandato un anno fa, il contenuto di questa proposta e’ piuttosto rivoluzionario, specialmente se confrontato con l’operato del suo predecessore.

La prima enorme e roboante novita’ che emerge e’ la richiesta di terminare il progetto Constellation. Per chi non se lo ricordasse, questo e’ il progetto, finanziato e fortemente voluto da Bush per sostituire lo Shuttle (che ha ancora pochi voli prima della pensione) e che avrebbe dovuto riportare l’uomo sulla Luna. Questo, a prima vista, dovrebbe provocare rabbia, delusione, panico e tutta una serie di sensazioni negative in coloro che, in un modo o nell’altro, hanno qualche interesse (nel senso di passione) nello spazio e nella sua esplorazione. In realta’ non e’ cosi’: ovviamente coloro che erano direttamente coinvolti nel progetto Constellation, contrattisti e dipendenti della NASA, non vedono di buon occhio il cambio di rotta, ma, in generale, questa notizia e’ stata ricevuta in modo positivo. Buzz Aldrin, eroe della corsa allo spazio e ambasciatore dell’esplorazione spaziale, accoglie questa notizia come una positiva variazione di rotta. Altri commentatori, come ad esempio il solito Phil Plait, accolgono la notizia positivamente.

Il fatto e’ che quello che Obama raccomanda e’ l’abbandono di progetti come Constellation che prevedono il raggiungimento di obiettivi come la Luna usando solo la forza bruta (compresa quella del denaro) a favore di un approccio piu’ ragionato. La NASA, nei prossimi anni, continuera’ a ricevere finanziamenti per ricerca e sviluppo (in particolare per la stazione spaziale internazionale e per lo sviluppo di motori per l’esplorazione dello spazio profondo) e per progetti di ricerca scientifica (telescopi e missioni planetarie, nonche’ progetti per monitorare l’evoluzione del riscaldamento globale terrestre). Quindi l’idea e’ di tagliare progetti costosissimi che potenzialmente sono un buco nero per tempo, denaro e risorse per cercare di trovare alternative piu’ efficienti e per proseguire con progetti piu’ interessanti dal punto di vista scientifico:

NASA’s Constellation program – based largely on existing technologies – was based on a vision of returning astronauts back to the Moon by 2020. However, the program was over budget, behind schedule, and lacking in innovation due to a failure to invest in critical new technologies. Using a broad range of criteria an independent review panel determined that even if fully funded, NASA’s program to repeat many of the achievements of the Apollo era, 50 years later, was the least attractive approach to space exploration as compared to potential alternatives. Furthermore, NASA’s attempts to pursue its moon goals, while inadequate to that task, had drawn funding away from other NASA programs, including robotic space exploration, science, and Earth observations. The President’s Budget cancels Constellation and replaces it with a bold new approach that invests in the building blocks of a more capable approach to space exploration […]

(in buona sostanza, quanto detto sopra).

Cosa comportera’ questa decisione per l’esplorazione umana dello spazio? Entro la fine di quest’anno lo Space Shuttle andra’ in pensione e non vi e’ nessun interesse a prolungare la sua vita lavorativa. Per i prossimi anni, quindi, l’accesso allo spazio e, in particolare, alla ISS sara’ attraverso vettori russi ed europei. Nel frattempo l’amministrazione Obama conta su compagnie private, come Space X, affinche’ completino lo sviluppo delle loro tecnologie per il trasporto di materiale e personale in orbita. Questo difficilmente avverra’ prima del 2013, ma e’ un buon incentivo all’industria spaziale. La NASA potra’, cosi’, concentrarsi su progetti piu’ ambiziosi.

Il ritorno dell’uomo sulla Luna e’, per ora, rimandato di nuovo. Vedremo fino a quando. Nel frattempo pare che si spinga anche per ricerche che dimostrino la possibilita’ di ottenere carburante dal suolo di Luna e Marte. La corsa alla Luna non e’, e non deve essere, piu’ un progetto interessante. Pe lo meno com’e’ stato affrontato allora. Andare sulla Luna, ora, dovrebbe implicare il creare un avamposto umano permanente sulla sua superficie (o magari sotto), con voli regolari da e per la Terra. Questo significa che non sarebbe sufficiente riutilizzare le vecchie tecnologie che permisero l’allunaggio 40 anni fa: sono troppo care, sarebbe come usare una macchina di formula 1 per andare a fare la spesa al supermercato. Inoltre, il tornare sulla Luna fornirebbe un’esperienza di valore limitato per un’eventuale “gita” su Marte, a causa delle profonde differenze, tecniche, logistiche e umane, che le due missioni presenterebbero. Un’idea interessante e’ proposta in un recente articolo su New Scientist: invece di puntare a Marte, o anche alla Luna, la prossima missione spaziale umana dovrebbe avere come meta Phobos, una delle due lune di Marte. In questo caso le sfide sarebbero piu’ vicine a quelle di un atterraggio su Marte, senza pero’ raggiungere tutta la complessita’ che questo comporterebbe (presenza di un’atmosfera, per quanto rarefatta e gravita’ significativa).

In generale, il budget della NASA e’ cresciuto ed e’ destinato a crescere ulteriormente nei prossimi anni. Altre voci interessanti sono il finanziamento per estendere la vita utile della ISS fino al 2020 e il potenziamento dei progetti scientifici condotti a bordo e l’aumento dei finanziamenti per il tracciamento di asterodi vicini all’orbita terrestre (near earth objects, NEO).

Dopo tutto quanto ho letto, mi sono convinto che questa sia una buona proposta, molto lungimirante, ma con solide basi. Vedremo se passera’ indenne in congresso o se subira’ lo stesso infausto destino della riforma sanitaria.

3 commenti leave one →
  1. 2 febbraio 2010 17:29

    Non vorrei entrare in complesse considerazioni socio-scientifico-economiche che sono al di fuori della mia portata ma ne faccio una più terra-terra (anche se trattandosi della NSA sembra un termine quantomeno inappropriato!): Obama non ha inventato nulla di suo, ha solamente recepito le raccomandazioni della commissione Augustine che era composta dal fior fiore dell’intellighenzia USA in campo aerospaziale, incluso il mitico nonnetto Buzz.

    —Alex

  2. 2 febbraio 2010 17:29

    Oppssss…
    NASA non NSA !!!

    —Alex

    • 2 febbraio 2010 18:02

      Verissimo! D’altra parte non ci si puo’ aspettare che un presidente sia un esperto su tutto. Il fatto che abbia accolto il parere degli esperti, pero’, va a suo merito.

      Il post, pero’, non voleva essere celebrativo di Obama, quanto una breve analisi, o meglio, un sommario (anch’io ho inventato poco qui) di questa mossa e delle sue implicazioni (non negative come puo’ sembrare a prima vista).

      Tanto di cappello all’Augustine panel per la coraggiosa analisi e le relative raccomandazioni.

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