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Moto perpetuo… ne vedremo mai la fine?

2 luglio 2010

La scienza e’, quasi per definizione stessa, in costante mutamento e, per necessita’, priva di dogmi. Questo perche’ il metodo scientifico si basa sulla continua osservazione e validazione delle sue leggi e, se ad un certo punto una di esse sembra non essere piu’ in grado di rappresentare efficacemente i dati sperimentali, si cerca di modificarla. Questo e’ successo molto spesso nella sua storia e anche “mostri sacri” come Newton sono stati sottoposti a scrutinio, come nel caso dell’avvento della teoria della relativita’ Einsteiniana, di cui la meccanica newtoniana risulta essere un’approssimazione valida in casi particolari. Non e’ stata negata – e infatti e’ tutt’ora di grandissima utilita’ per descrivere molti fenomeni all’interno del suo campo di validita’ – ma e’ stata modificata ed ampliata.

Il secondo principio della termodinamica

Vi sono, pero’, delle leggi della fisica che sono particolarmente resistenti a queste revisioni: tra queste le leggi della termodinamica. Il motivo per cui queste sono cosi’ difficili da confutare e’ la loro grande capacita’ di rappresentare la realta’, confermata da talmente tanti esperimenti diversi da essere punti cardine della nostra comprensione dell’universo: se fossero sbagliate dovremmo rivedere, in maniera drastica, tutte le leggi della fisica, della chimica, dell’ingegneria, della biologia e di molte altre scienze. D’altra parte, dato che tutte queste discipline ci dimostrano, quotidianamente, di essere in grado di rappresentare la realta’ sorprendentemente bene, abbiamo una continua conferma della validita’ di questi principi.

Vorrei spostare l’attensione, ora, sul secondo di questi principi, il quale dice che l’entropia di un sistema chiuso (ovvero autonomo ed isolato da ogni influenza esterna) non puo’ che rimanere costante o aumentare. Non temete, vado a spiegare. L’entropia e’ una proprieta’ fisica associata ad un sistema, ovvero ad un insieme di elementi che possono interagire tra loro, e rappresenta il livello di ordine dei componenti di questo sistema: piu’ aumenta l’entropia, maggiore e’ il disordine del sistema. Facciamo un esempio: pensate di costruire una piramide usando delle sfere di metallo, all’interno di un “recinto” che confini le sfere alla base, su una superficie liscia, come un tavolo; una volta costruita, finche’ il recinto mantiene le sfere al loro posto, tutto rimane in equilibrio e il grado di ordine del sistema rimane immutato; non appena noi sfilassimo uno dei lati del recinto, pero’, il peso delle sfere dei livelli superiori farebbero rotolare quelle inferiori e nel giro di pochi secondi ci ritroveremmo con biglie in fuga in ogni direzione: l’ordine e nostro sistema e’ diminuito e la sua entropia e’ aumentata. Questa e’ una legge universale e si applica a tutti i sistemi: dalle particelle subatomiche agli insiemi di galassie, non abbiamo mai incontrato nulla che non debba sottostare a questo principio.

I generatori a moto perpetuo

Dove voglio arrivare con tutto questo? Ebbene, questa legge e’ molto nota, e soggetta a scrutinio, in quanto impedisce il moto perpetuo. Quest’ultimo, se fosse possibile, sarebbe la soluzione di tutti i problemi energetici. Pensate: un motore in grado, una volta messo in moto, di continuare ad andare avanti senza necessita’ di alcun tipo di energia dall’esterno, sia essa chimica, come i carburanti, elettrica, muscolare, ecc., anzi potrebbe essere addirittura in grado di generare energia dal nulla! (contraddicendo, quindi, anche la prima legge della termodinamica: l’energia non si crea ne’ si distrugge). Purtroppo, tali motori sono impossibili, come abbiamo visto. Nonostante la seconda legge della termodinamica risalga alla meta’ del diciannovesimo secolo e sia stata sempre confermata da allora, ci sono, ancora oggi, moltissimi che cercano di aggirarla.

Il moto perpetuo in Italia

In Italia i generatori di moto perpetuo sembrano avere il loro campione in un certo signor Domenico Schietti che afferma di essere riuscito a costruire, o almeno a progettare, macchine in grado di produrre energia dal nulla, i cosiddetti motori perpetui free energy. Di recente egli ha riproposto un suo articolo sui metodi di produzione di energia pulita. Ai metodi classici (leggi: funzionanti), come eolico, solare geotermico ecc., affianca quelli alternativi (leggi: impossibili) perpetui.

L’articolo di Schietti e’ infarcito di interpretazioni sbagliate della fisica (come quando cita l’elettropendolo di Zamboni definendolo un motore perpetuo) a veri e propri deliri complottistici. Egli, infatti, afferma che il mondo sia controllato da un fantomatico governo ombra, guidato dagli Illuminati di Baviera, che boicotta lo sviluppo di fonti energetiche pulite e rinnovabili e che chiunque affermi il contrario o trovi pecche nelle sue invenzioni sia inconfutabilmente parte di questa cospirazione. Non c’e’ dubbio, una bella teoria del complotto.

Al soldo degli illuminati, quindi, ci sono “Migliaia di ingegneri corrotti” che “negano il loro [dei motori free energy] funzionamento”. Immagino di essere uno di loro, anche se non ho idea di chi mi stia corrompendo. In ogni caso, questo e’ un modo molto elegante, anche se non proprio originale, di mettersi al riparo da eventuali critiche ed evitare del tutto la discussione.

Ma quali sono le argomentazioni di Schietti a favore dei generatori a moto perpetuo? Una delle migliori, a mio parere, e’ la seguente:

Se viene boicottata la produzione di energia pulita sfruttando le forze naturali, chiunque può capire che forse funzionano anche i motori free energy.

Come e’ facile vedere, questa affermazione non sta in piedi, in quanto basata su un assunto falso, ovvero che il funzionamento delle fonti energetiche rinnovabili dimostri il funzionamento anche dei motori free energy. E’ come se io affermassi che siccome ho buone possibilita’ di vincere a scala 40 contro un mio amico forse dovrei anche vincere il superenalotto… mi pare che la logica non stia in piedi.

Potrei continuare questo articolo analizzando in dettaglio ognuna delle proposte di Schietti (alcune inventate proprio da lui) e mostrando i motivi per cui non funzionano, ma non lo faro’ perche’ fin’ora sono stati in molti a proporre motori free energy, dal medioevo ad oggi, ma nessuno e’ mai riuscito in una dimostrazione pratica. Schietti cita il pendolo di Zamboni, ma questo, pur essendo in moto da diversi decenni, non e’ basato sul moto perpetuo, ma e’ alimentato dalla sua batteria a secco e, nonostante consumi pochissima energia, prima o poi si fermera’. Un generatore di energia, per essere tale, non puo’ limitarsi ad eseguire una funzione (nel caso precedente, il pendolamento) per un periodo lungo di tempo (cosa che puo’ essere ottenuta minimizzando gli attriti e gli sprechi energetici) ma deve dimostrare un bilancio energetico positivo, ovvero l’energia generata deve essere maggiore di quella necessaria a mantenere il motore in azione. Quando qualcuno sara’ in grado di mostrare una tale macchina, in pubblico e in condizioni controllate, allora rivedro’ la mia posizione. Come diceva Carl Sagan, “affermazioni straordinarie, richiedono prove straordinarie”.

Mi permetto solo di dare un consiglio al signor Schietti: sono d’accordo con lei sull’impellente necessita’ di spostare la produzione di energia da fonti combustibili a fonti rinnovabili, ma se vuole contribuire in modo efficace a questo cambiamento (come stanno facendo da diversi anni migliaia di ricercatori ed ingegneri), lasci perdere sia le teorie di governi ombra globali che il moto perpetuo, perche’, essendo voli di fantasia, non porteranno alcun beneficio e non faranno che distrarre l’attenzione, e invece usi le sue energie (presumo anche quelle non illimitate) a fare pubblicita’ alle fonti rinnovabili. Anche fare le pulci, senza dati o reali competenze tecnico-scientifiche, al lavoro di esperti del settore, come il premio Nobel Carlo Rubbia, non le fa certo una buona pubblicita’…. solo un paio di consigli.

5 commenti leave one →
  1. marco permalink
    11 novembre 2011 18:59

    al posto di perdere tempo a scrivere costruisci il motore di perendev, pirla

  2. Bufalino permalink
    23 dicembre 2011 22:48

    Altra bella bufala, il motore di Perendev ..

  3. 3 febbraio 2012 01:01

    Egregio signor scettico, dissento totalmente dalla sua presentazione pacata e tollerante: perché non si è limitato a definire lo schietti (con la minuscola) un cretino integrale??

  4. Marcello permalink
    13 agosto 2012 13:07

    Se la pensassimo tutti come Lei… oggi non esisterebbero gli aerei… questo è il bello dell’uomo… Lei cita leggi considerate valide e non posso che convenirne… La fisica quantistica stà comunque mettendo dei dubbi sull’autenticità di entrambe le leggi da lei citate o meglio sul fatto che funzionino sempre….Per questo, ho un senso di ammirazione per chi dedica energia a qualcosa in cui ‘credono’ in molti da centinaia di anni… cioè l’esistenza del Moto perpetuo… o meglio, di uno strumento capace di generare energia maggiore di quella che consuma…Grazie

    • 14 agosto 2012 23:34

      Grazie per il commento Marcello, ma non sono d’accordo con Lei. Il mio scetticismo è uno strumento che mi permette di distinguere ciò che è possibile da ciò che non lo è. Effondere energie in progetti in cui si crede è ammirevole, ma mettere le proprie energie in qualcosa di impossibile, o per lo meno estremamente improbabile, significa sprecarle.
      Il mio lavoro di ricercatore mi mette in contatto con persone che lavorano ad esperimenti e teorie rivoluzionarie, ed ognuno di loro ha, come caratteristica che li accomuna, una profondissima conoscenza della materia su cui lavorano e un grande rispetto verso di essa. Le teorie comunemente definite rivoluzionarie, pensiamo alla teoria della relatività o alla meccanica quantistica da Lei citata, giusto per restare nell’ambito della fisica, sono, in effetti, meno rivoluzionarie di quel che si possa pensare e non sono mai state concepite in un vuoto di conoscenza, ma sono figlie del corpus di conoscenza esistente e sempre all’interno della comunità scientifica “mainstream”.
      E proprio per rimanere nell’ambito della meccanica quantistica, a cosa si riferisce quando dice che mette in dubbio la conservazione dell’energia?
      In ogni caso, se qualcuno vuole inseguire la chimera del moto perpetuo e della produzione dell’energia dal nulla, nessuno può impedirlo, a patto che non abbiano intenzioni truffaldine. Detto ciò, se vogliono che le loro presunte scoperte vengano accettate, l’onere della dimostrazione è loro, non della comunità scientifica di provarne il mancato funzionamento.

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