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La fantascientifica superficialità della stampa “scientifica”

21 luglio 2010

Non e’ certo un segreto che la stampa generalista, quando si scontra con argomenti scientifici risulti essere meno che accurata, arrivando spesso alla disinformazione. Lo spunto per questo mio post arriva da un articolo del Corriere della Sera online a firma di Emanuela di Pasqua (sezione Scienze). Sara’ la palese superficialità che ha portato ad errori clamorosi, o magari l’argomento che mi e’ particolarmente caro, fatto sta che non mi sono potuto trattenere.

L’articolo riferisce di un recente test, condotto da Raytheon, nota ditta fornitrice dell’esercito americano, di un’arma di difesa antiaerea basata su laser.

Partiamo dal titolo: “Oltre Guerre Stellari, l’arma laser che l’occhio umano non può vedere”. Sul fatto che citi Guerre Stellari ci sarebbe da discutere: sarà perché il portavoce di Raytheon l’ha fatto? Oppure perché in Star Wars le armi sparavano “proiettili” laser? Ma allora perché nella foto che accompagna l’articolo c’è una spada laser (che nella versione originale non ha nulla di “laser”, essendo chiamata “sciabola luminosa”, lightsaber). Questo, pur essendo il minore dei problemi dell’articolo, mostra già il livello di superficialità. Molto più grave e’ l’affermazione “l’arma laser che l’occhio umano non può vedere”. Il fatto e’ che l’occhio umano non può vedere nessun tipo di raggio laser, a meno che non ci siano particelle di polvere sul suo percorso che riflettano la luce oppure che il raggio sia cosi’ potente da ionizzare l’aria… cosa peraltro possibile in questo caso.

Proseguiamo, c’è di peggio, molto peggio! Nel sottotitolo, e almeno una volta nel corpo dell’articolo, l’autrice parla di “raggi allo stato solido”. In questo contesto, questo non ha alcun senso! Si può parlare di raggi allo stato solido quando ci riferiamo alla ruota di una bicicletta, ma anche il lettore più distratto, che abbia anche solo una vaga infarinatura su cosa sia un raggio laser, si troverà spiazzato dall’affermazione! Un raggio laser e’, ovviamente, una radiazione elettromagnetica (luce) estremamente collimata (ovvero forma un “raggio”, una linea retta, invece di diffondersi in ogni direzione come ad esempio la luce di una lampadina), e tutti sappiamo che la luce tutto e’ tranne che solida. Di cosa sta parlando la giornalista? Lei non lo spiega, quindi cerco di farlo io: immagino che l’intensione fosse di riferirsi a “laser allo stato solido” ovvero, ad essere allo stato solido e’ il materiale che genera il raggio, non il raggio stesso. Incidentalmente l’autrice contrappone questo laser allo stato solido a quelli “quelli tradizionali generati attraverso una reazione chimica”. Ora, il primo laser mai realizzato fu un laser a rubino, costruito da Ted Maiman 50 anni fa, quindi un laser allo stato solido. Più tradizionali di un laser allo stato solido, quindi, non ce ne sono. Anche a livello di diffusione i laser a semiconduttore battono di gran lunga quelli a gas o basati su altri materiali di guadagno più esotici. E se proprio volessimo essere pignoli, il meccanismo alla base del funzionamento del laser e della generazione della luce e’ piuttosto simile tra i laser allo stato solido e quelli a gas, quindi non e’ vero che il funzionamento di “quelli tradizionali” si basi su una “reazione chimica”, diversamente da questi.

Devo andare avanti? Temo di si’… ci sono ancora due errori, uno gravissimo e uno meno. Comincio dal primo: verso la fine dell’articolo l’attenzione passa ai piani futuri con la descrizione dell’intenzione di Raytheon di incorporare laser su armi per il combattimento terrestre e la giornalista precisa che “[i]n passato per le armi laser sono state evidenziate delle difficoltà legate a climi eccessivamente umidi, a causa delle quali è stato rilevato un rallentamento del raggio nel raggiungere il bersaglio”. Sono completamente all’oscuro di cosa volesse dire con questa frase e da dove l’abbia presa. I climi umidi NON rallentano la luce, altrimenti non vi sarebbero decine di gruppi di ricerca che studiano materiali estremamente esotici in condizioni particolarissime in grado di rallentare la luce. E se anche i climi umidi rallentassero la luce anche del 50% (ripeto, del tutto impossibile)? Si tratterebbe comunque di una velocità di circa 150000 km/s… non credo sarebbe un grosso problema! Posso solo immaginare che intendesse dire che il funzionamento del laser sia ostacolato dall’aria umida e che quindi la generazione del raggio laser possa essere ritardata, in questo caso possibilmente in modo sensibile. Certo qualcosa di molto diverso da quanto traspaia dalla frase scritta da Emanuela di Pasqua.

Per l’ultima chicca, l’autrice parla di problemi legati a superfici riflettenti. Su questo punto sono disposto a sorvolare e a discolparla, ma mi sembra comunque utile fare una piccola precisazione: una superficie riflettente sul bersaglio difficilmente lo salverà da un laser da 50 chilowatt opportunamente focalizzato; infatti, a quelle potenze, sospetto che uno specchio reale (non quelli ideali dei problemi di fisica, per intenderci) colpito perpendicolarmente o quasi, assorbirà una potenza sufficiente ad essere seriamente danneggiato, se non distrutto. Il problema potrebbe piuttosto porsi in caso vi fossero delle superfici riflettenti tra il laser e il bersaglio: in quel caso il raggio potrebbe essere riflesso in direzioni impreviste e mancare il bersaglio o colpirne uno diverso, come ad esempio un’unita’ amica.

Sembra che l’articolo sia stato preso pari pari dal sito di Sky News (citato anche nell’articolo del Corriere), anche se tradotto alla bell’e meglio e con una scarsa comprensione dell’argomento trattato.

Mi spiace Emanuela, per questo articolo devo proprio darle un 4 e mezzo in comprensione dell’argomento. Non si crucci, pero’, e’ in buona compagnia e conto che farà di meglio la prossima volta.

Ringrazio Matteo per avermi segnalato la notizia.

3 commenti leave one →
  1. Roberto permalink
    17 ottobre 2011 15:42

    Guarda che ne spari anche tu! per raggio “allo stato solido” intende ovviamente dire che non è prodotto da un gas ma da un semiconduttore, ed utilizza il gergo tecnico da te stesso utilizzato quando dici “… tra i laser allo stato solido e …”. Poi per “tradizionali” intende quelli a gas, che venivano usati per grandi potenze di emissione. Che siano stati inventati prima quelli a semiconduttore o quelli a gas non fa alcuna differenza per la “tradizione”. Tutte le altre seghe mentali su guerre stellari sono roba da nerd.

  2. Roberto permalink
    17 ottobre 2011 15:47

    ah un’altra cosa: guarda che la velocità della luce diminuisce se attraversa qualunque materiale, quindi sicuramente ci sono dei rallentamenti nell’attraversare l’acqua! ma quali materiali esotici!

Trackbacks

  1. Trovato il pianeta gemello della Terra? Forse il Corriere della Sera corre un po’ troppo… « Lo scettico errante

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