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Trovato il pianeta gemello della Terra? Forse il Corriere della Sera corre un po’ troppo…

30 settembre 2010

A rischio di essere accusato di accanimento o di complotto verso a giornalista del Corriere della Sera Emanuela di Pasqua, mi trovo costretto a dover commentare, di nuovo negativamente, un suo articolo “Scientifico”. Il titolo e’ di quelli da far saltare sulla sedia qualunque appassionato di astronomia e/o fantascienza: “Nello spazio c’è un’altra Terra”, sottotitolo: “Potrebbe ospitare forme di vita: c’è acqua e atmosfera e la temperatura varia tra i -12° e i -31°”.

Grandioso! Manca solo che ci mostri in anteprima le fotografie aeree della superficie di detto pianeta (affettuosamente battezzato Gliese 581g). Nell’articolo troviamo perle quali:

“Su Gliese 581g c’è l’acqua liquida, grazie a una distanza dalla stella madre che regala al pianeta la giusta energia, e c’è l’atmosfera, grazie a una sufficiente forza di gravità del pianeta per trattenerla.” Se andiamo a vedere cosa dice l’articolo nel link vediamo che, correttamente, gli autori sono molto meno definitivi della di Pasqua nelle loro affermazioni: “la massa del pianeta lo caratterizza come probabilmente roccioso” (e non “un’altra Terra”), se le ipotesi fatte sono corrette “ha una gravita’ in grado di mantenere un’atmosfera” e “si trova nella zona abitabile del sistema della nana rossa Gliese 581, il che significa che potrebbe avere acqua sulla sua superficie” (non si parla di acqua liquida!).

L’articolo del Corriere continua con un’altra perla di inaccuratezza: “Goldilocks zone: così viene chiamata la famiglia planetaria a cui appartiene Gliese 581g, insieme ad altri cinque parenti-pianeti, tra i quali quattro già noti agli astronomi e il quinto scoperto insieme a Gliese”. No! La cosiddetta “Goldilock’s zone” (notare il genitivo sassone, assente nell’articolo) e’ quella zona, ne’ troppo lontana dalla stella da rendere un pianeta troppo freddo, ne’ troppo vicina da rendere il pianeta troppo caldo: e’ il punto ideale per la nascita della vita (o almeno cosi’ supponiamo). Questa definizione deriva dalla fiaba di Goldilock, Riccioli d’oro e i tre orsi in italiano…E, non per essere pignolo, ma anche gli altri pianeti di quel sistema si chiamano Gliese 581X dove X e’ la lettera dell’alfabeto che li differenzia (b, c, d, e, f, g, in ordine di scoperta).

Sapendo che il metodo per scoprire questi pianeti extrasolari si basa sempre su osservazioni indirette, in quanto non esiste un telescopio in grado di vedere questi pianeti (di “risolverli”, in gergo tecnico), si puo’ capire come buona parte delle affermazioni sensazionalistiche trovate in quell’articolo siano campate per aria.

Detto questo, la notizia della scoperta di questo pianeta e’ vera, ed e’ entusiasmante anche senza l’aggiunta di parti inventate. Vi rimando agli ottimi articoli di Gravita’ zero (in italiano) e del sempre accurato e dettagliato blog Bad Astronomy (ovviamente in inglese).

Il giornalismo approssimativo e’ tutto attorno a noi… vigilate, gente, vigilate.

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