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Voyager 1 ha raggiunto i confini del sistema solare

4 gennaio 2011

OK, non è una notizia freschissima, ma viste le distanze e i tempi di cui parliamo credo proprio di non essere in ritardo sulla sua pubblicazione. Senza contare che non ho visto grandi tracce di essa nei media generalisti (per lo meno quelli online, gli unici che tengo d’occhio).

Ebbene sì, la sonda Voyager 1 è in prossima a lasciare il sistema solare. A questo punto a voi, miei fedeli (e anche a voi, miei occasionali) lettori sarà subito balzata alla mente la domanda: “Uscire dal sistema solare? In che senso? Non c’è un’uscita e un casello che ne indichi la fine”… o qualcosa del genere. E avete assolutamente ragione: la fine del sistema solare ha una definizione più o meno arbitraria, definita dagli astronomi, e, contrariamente a quanto ci si possa aspettare non si tratta dell’orbita dell’ultimo pianeta (Nettuno) o dell’ex-pianeta-ora-pianeta-nano, Plutone; gli astronomi definiscono il sistema solare come quel volume di spazio in cui è presente il vento solare, il flusso di particelle “soffiato” dal Sole (semplificando un po’… mi perdonino gli astrofili). Ad un certo punto il vento solare si scontra con il vento interstellare e diventa più turbolento: è’ la fine della cosiddetta Eliosfera ed è la zona che Voyager 1 ha abbandonato, dopo aver percorso più di 17 miliardi di km! Nel 2014 è prevista la sua uscita dall’Eliopausa, l’ultima propaggine del nostro sistema planetario nell’universo.

Il sistema solare

La sonda Voyager 1 fu lanciata il 5 settembre 1977, con la missione primaria di studiare e fotografare i giganti gassosi, Giove e Saturno ed in seguito studiare l’atmosfera del sistema solare ed eventualmente lo spazio interstellare. Dotato di un’alimentazione termonucleare, dovrebbe essere in grado, salvo guasti, di permettergli di funzionare almeno fino al 2025. La sua sonda gemella, Voyager 2 ha specifiche e missioni simili ed anch’essa è ancora perfettamente funzionante dopo più di 33 anni!

Pensando alle distanze astronomiche, è proprio il caso di dirlo, mi sono chiesto come apparirebbe la vista del Sole e del suo sistema planetario ad un ipotetico viaggiatore seduto all’interno di Voyager 1. Visto che la curiosità è uno stimolo potente, ho lanciato Celestia (bellissimo programma open-source), e scattato alcune “fotografie” dal punto di vista di Voyager, eccole qui sotto.

Visione del sistema solare, con le orbite dei pianeti e le comete, dal punto di vista di Voyager 1

Il cielo visto da Voyager: il Sole è la stella più brillante in alto a sinistra; a questa distanza è poco più luminoso di Sirio (la stella più luminosa del cielo visto dalla Terra)

Posizioni di Voyager 1 e Voyager 2 rispetto ai pianeti, e le loro traiettorie.

Non posso certo scrivere un articolo su una delle due sonde Voyager senza menzionare la sonda Voyager 6, protagonista del film Star Trek: The Motion Picture. Purtroppo non è mai esistita, ma mi piace pensare che le due sonde che effettivamente sono state lanciate e che ora si apprestano ad abbandonare il nostro quartiere galattico riusciranno a coprire distanze vaste come quelle coperte da V’ger nel film. Buon viaggio piccoli esploratori.

6 commenti leave one →
  1. piero permalink
    14 gennaio 2011 13:38

    Peccato che Giacobbo non sia imbarcato su questo Voyager…

    • 14 gennaio 2011 13:44

      I suoi servizi sarebbero molto piu’ interessanti da la’ ;-)

  2. pierluigi permalink
    1 maggio 2011 10:34

    … un vero peccato non essere su quella sonda. Complimenti Giacobbe, anche x le foto virtuali.

  3. 23 giugno 2011 21:01

    Sarebbe interessante sapere se le Voyager registrino qualche oscillazione del nostro Sole dovuta alla presenza dei nostri pianeti come succede per la rilevazione di pianeti intorno ad altre stelle.

    • 24 giugno 2011 22:49

      Ciao Vittorio,

      le sonde Voyager non sono equipaggiate con strumentazione disegnata per questo genere di esperimenti. Inoltre la maggior parte della strumentazione a bordo delle due sonde non è più attiva. In effetti sarebbe interessante provare. Ciao

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