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Scoperta la galassia più distante mai osservata

26 gennaio 2011

Un paio di giorni fa ho scritto del James Webb Space Telescope e del fatto che sia destinato, tra un paio di anni, a succedere al telescopio spaziale Hubble, ed ecco che quest’ultimo ci regala un’altra sorpresa da aggiungere alla lunga lista: forse il suo occhio è riuscito ad individuare la più lontana galassia mai vista dall’uomo.

Dico forse, perché il metodo usato per il calcolo della distanza è, per il momento, abbastanza impreciso, ma gli astronomi sono al lavoro per ottenere maggiori dettagli e, se tutto va bene, confermare la scoperta.

La nuova galassia vista da Hubble, nell'immagine più grande la galassia non è presente in quanto visibile solo nell'infrarosso

La nuova galassia si trova, secondo la prima stima, a 13,2 miliardi di anni luce, ovvero le immagini di essa che Hubble ha fotografato la rappresentano com’era 13,2 miliardi di anni fa… *momento di pausa per far sì che possiate elaborare questa informazione*… questo significa che in queste immagini vediamo la galassia appena circa 480 milioni di anni dopo il Big Bang che ha dato origine all’universo. In questo senso, i telescopi sono delle vere e proprie macchine del tempo, e Hubble ha probabilmente appena stabilito il nuovo record di ritorno al passato.

Queste osservazioni permettono di fare sempre più luce sui meccanismi di formazione dell’universo e sui primi momenti di formazione delle galassie. Si prevede che con l’avvento del telescopio spaziale James Webb, molto più avanzato di Hubble, verranno scoperte molte altre galassie simili a questa (che, per la cronaca, ha l’affascinante nome di UDFj-39546284… romantico, vero?) e la loro analisi fornirà altri elementi importantissimi per capire l’evoluzione dell’universo nel quale viviamo e la vita delle prime galassie e la nascita degli elementi base che costituiscono la realtà che ci circonda.

Questo diagramma aiuta a capire come l’evoluzione degli strumenti a nostra disposizione per penetrare i segreti dell’universo spinga il limite temporale di ciò che possiamo studiare sempre più indietro. In particolare, tre generazioni di sensori su Hubble hanno permesso di fargli compiere balzi da gigante

NOTA: tutte le immagini in questo articolo sono di proprietà di NASA. Qui potete trovare i dettagli tecnici relativi alla scoperta.

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